Anguillara Sabazia - Un quadro di estrema gravità emerge dalle indagini sull’omicidio di Federica Torzullo, la donna di 41 anni scomparsa l’8 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, e ritrovata senza vita domenica. Gli inquirenti parlano di un delitto di “particolare ferocia”, come confermato dai primi risultati dell’autopsia eseguita oggi presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza.
Secondo quanto accertato, sul corpo della vittima sono stati inferti 23 colpi di coltello, di cui 19 al collo e i restanti tra addome e bacino, utilizzando un’arma bitagliente. La causa del decesso è stata individuata nella lesione dei vasi arteriosi del collo: il colpo fatale sarebbe stato inferto sul lato destro. Sul corpo sono state riscontrate anche ustioni su volto, braccia e torace, mentre la gamba sinistra risulta amputata. Il torace presenta inoltre segni di schiacciamento compatibili con l’azione della benna di una scavatrice.
Gli esami hanno evidenziato che la donna avrebbe tentato di difendersi durante l’aggressione: almeno quattro ferite sono compatibili con movimenti di reazione. L’autopsia è stata eseguita dalla dottoressa Benedetta Baldari per la Procura, dal professor Giulio Sacchetti per la difesa dell’imputato e dal professor Gino Saladini e dal dottor Antonello Cirnelli per le parti civili, rispettivamente il figlio e i genitori della vittima.
Nei prossimi giorni è attesa l’udienza di convalida del fermo del marito, Claudio Agostino Carlomagno, indagato dalla Procura di Civitavecchia per omicidio aggravato e occultamento di cadavere.
Le accuse e il rischio di fuga
Dal decreto di fermo emergono elementi ritenuti particolarmente significativi dagli investigatori. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di azioni volte a impedire l’identificazione del corpo, poi rinvenuto all’interno di una buca scavata in un terreno adiacente all’azienda di famiglia. Nel provvedimento si fa riferimento a molteplici e specifici indizi che avrebbero fatto temere un imminente tentativo di fuga.
La ricostruzione dei movimenti e le tracce di sangue
L’indagine dei carabinieri ha ricostruito gli ultimi spostamenti della coppia. Federica Torzullo sarebbe rientrata a casa poco dopo le 19 dell’8 gennaio; il marito è arrivato alle 19:41, per poi uscire nuovamente e rientrare alle 21:05. Da quel momento, della donna si sono perse le tracce.
Secondo l’ipotesi investigativa, coordinata dal procuratore Alberto Liguori, l’omicidio sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione. Il corpo sarebbe stato successivamente trasferito nel deposito dell’azienda. Durante le ispezioni nella casa, nell’auto dell’indagato e nei locali aziendali sono state rinvenute tracce ematiche latenti in più punti: all’ingresso dell’abitazione, nella cabina armadio e su alcuni abiti da lavoro trovati nell’asciugatrice, segno – secondo gli inquirenti – che fossero stati lavati per eliminare le prove.
Gli investigatori ritengono inoltre che Carlomagno abbia utilizzato il cellulare della moglie dopo la sua morte, nel tentativo di simulare una normale attività di comunicazione. L’ultima conversazione WhatsApp tra la vittima e la madre risale infatti alla mattina del 9 gennaio, tra le 7:55 e le 8:05, orario in cui, secondo la ricostruzione, la donna era già stata uccisa. Nello stesso arco temporale, le telecamere di sorveglianza mostrano l’indagato uscire di casa e dirigersi verso il deposito aziendale; entrambi i telefoni risultavano agganciati alla stessa area di copertura.
Occultamento del corpo e dimissioni dell’assessora
Il decreto di fermo sottolinea anche i tentativi di occultamento e danneggiamento del cadavere, inclusi atti volti a renderne difficile il riconoscimento, come il tentativo di incendiarlo. Tutti elementi che, secondo gli inquirenti, delineano un chiaro disegno per celare l’azione criminosa.
Alla luce della gravità dei fatti, della presunta capacità di pianificazione e della condotta ritenuta non collaborativa, la Procura ritiene concreto il rischio di fuga. Nel frattempo si è dimessa Maria Messenio, assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia e madre dell’arrestato.
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