Roma Ciampino - I connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente tornati in Italia dopo essere stati liberati dalle autoritĂ venezuelane. Il Falcon XXXI partito da Caracas è atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino intorno alle 8:40, con a bordo i due uomini, rilasciati dopo oltre 14 mesi di detenzione senza accuse formali.
Trentini, cooperante veneto di 46 anni impegnato con un’organizzazione umanitaria, e Burlò, imprenditore torinese di 52 anni, sono entrambi in buone condizioni di salute e hanno dichiarato di “essere stati trattati bene” durante la prigionia, precisando che non sono stati torturati.
Accoglienza istituzionale
All’arrivo all’aeroporto romano erano presenti la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri, che hanno espresso soddisfazione per il rientro dei due connazionali. Il presidente della Repubblica ha telefonato alla madre di Trentini, sottolineando come “dopo la sofferenza condividiamo la gioia” per la loro liberazione.
Il contesto della liberazione
Trentini e Burlò erano stati arrestati nel novembre 2024 e detenuti nella prigione di massima sicurezza di Caracas senza che venissero formalmente contestate loro accuse. La liberazione è avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 gennaio e segue una serie di scarcerazioni di cittadini italiani da carceri venezuelane.
Il ministro degli Esteri ha assicurato che continuerĂ l’impegno per favorire la liberazione degli altri detenuti politici italiani rimasti in Venezuela. La vicenda ha avuto forte risonanza mediatica e istituzionale in Italia, con il governo che ha definito il rientro dei due connazionali un importante risultato diplomatico e umanitario.

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