Tensioni tra Netanyahu e i vertici militari. Gli Usa pronti a gestire gli aiuti umanitari. Intanto un incidente a Deir al-Balah provoca 20 morti
L’esercito israeliano si dice «pronto ad attuare qualsiasi decisione del gabinetto di sicurezza», come confermato in una nota diffusa dall’ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La dichiarazione arriva dopo le recenti frizioni emerse tra il primo ministro e il capo di stato maggiore, Herzi Halevi Zamir, e alla vigilia di una riunione cruciale del governo che, secondo fonti israeliane, potrebbe decidere l’occupazione totale della Striscia di Gaza.
Una prospettiva che ha immediatamente sollevato l’allarme internazionale. Le Nazioni Unite hanno parlato di «conseguenze catastrofiche», invitando alla massima prudenza per evitare un’escalation irreversibile nel conflitto in corso.
Secondo fonti citate dai media statunitensi, Washington starebbe valutando l’assunzione diretta del coordinamento degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, un’area in cui la crisi umanitaria ha ormai superato i limiti di emergenza, con milioni di civili a rischio.
Tragedia nella notte: 20 morti a Deir al-Balah
Intanto, nella notte si è verificato un grave incidente a Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia. Un camion che trasportava aiuti e merci destinati alla popolazione si è ribaltato. Secondo i media palestinesi, almeno 20 persone sono rimaste uccise. Le circostanze del ribaltamento non sono ancora chiare, ma l’episodio getta ulteriore luce sulle condizioni estreme in cui si svolgono i rifornimenti umanitari nel territorio.
Con le decisioni decisive attese per le prossime ore, la comunità internazionale guarda a Tel Aviv con apprensione, mentre a Gaza si vive tra l’angoscia per i bombardamenti e la speranza, sempre più flebile, di un cessate il fuoco.
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