Carinola, il carcere come una 'piazza di spaccio': sequestrato oltre un chilo di hashish destinato ai detenuti


CASERTA - Nel carcere di Carinola, in provincia di Caserta, la Polizia Penitenziaria ha sequestrato più di un chilo di hashish durante una perquisizione ordinaria, confermando un fenomeno crescente: l’introduzione illegale di droga e cellulari nelle strutture detentive italiane.

La vicenda, denunciata da Tiziana Guacci, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), ha avuto inizio domenica pomeriggio, quando una poliziotta in servizio alla portineria ha sentito il ronzio tipico di un drone, osservato poi in volo sopra l’istituto. Nonostante il drone si sia dileguato rapidamente, il personale in servizio ha immediatamente attivato le procedure di controllo. La successiva perquisizione, organizzata all’alba e condotta con grande precisione, ha portato alla scoperta di hashish nascosto in una borsa frigo riposta in un congelatore degli spazi comuni.

Questo episodio, come evidenziato dalla sindacalista Guacci, assume particolare importanza in un momento critico per la Polizia Penitenziaria, impegnata non solo nella sicurezza interna, ma anche nel difficile compito di rieducazione dei detenuti.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha elogiato la professionalità del corpo, sottolineando l’importanza di operazioni come questa che, pur in un contesto di carenza di personale, dimostrano l’efficacia dell’intelligence penitenziaria. Capece ha anche rinnovato l’appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per dotare gli istituti di tecnologia avanzata, essenziale per il contrasto all’uso non autorizzato di telefoni cellulari e di altre apparecchiature elettroniche da parte dei detenuti.

L’operazione, infatti, rappresenta un chiaro invito all’Amministrazione per intensificare i controlli e potenziare i mezzi a disposizione delle unità operative, che, come ha sottolineato Capece, operano in prima linea per garantire la sicurezza all’interno delle strutture carcerarie.

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