Associazione Haziel: consegnati i doni ai bimbi dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano reparto pediatrico


MILANO - Anche quest'anno l'associazione Haziel International ha raccolto i doni da consegnare ai piccoli pazienti di ospedali e piccoli ospiti di comunità protette. Ma il tutto è stato fatto, in modo diverso, anche a causa del Covid-19.

Abbiamo avuto, comunque, modo di intervistare la Presidente di Haziel International, la dott.ssa Rossana Rodà.

D. Dottoressa quest'anno non siamo stati con lei per la raccolta dei doni come nel natale 2019 dove, all'Hotel Four Seasons di Milano, tutti gli ospiti portarono un dono per i bimbi degli ospedali di Milano e Roma. Come si è organizzata quest'anno?

R. Dal 2013, ogni Santo Natale o ogni Pasqua, porto i doni al reparto pediatrico del Fatebenefratelli di Milano con il Prof. Luca Bernardo e altri amici dell'associazione, quest'anno mi ha accompagnata solo il Comandante Daniele Pepe della scuola militare Teuliè, non abbiamo potuto condividere la gioia con tutti gli altri e con i bimbi a causa l'emergenza Covid, anche nella struttura a Roma della famiglia Angelucci, un sodalizio di amicizia e solidarietà non abbiamo potuto festeggiare con i piccoli pazienti come di consueto. 

D. Dal 2013 nasce l'associazione Haziel International di cui Lei è ad oggi Presidente con lo scopo di donare un sorriso ai bimbi. 

R. Una speranza, non è il dono in sé che si consegna ma il gesto, qualcuno pensa a loro, è una giornata speciale. Ho visitato carceri minorili, scuole, comunità protette in questi anni sia come presidente di Haziel che della associazione economica Asigitalia fondata da me nel 2017.

D. Non solo in Italia ma in Tunisia... 

R. Personalmente ho donato perché la vera donazione è quando personalmente ci si priva di qualcosa per dare agli altri. Quest'anno ho comprato io personalmente i doni, come feci nel 2013 e nel 2014. Solo dal 2016 ho iniziato a trovare sponsor come Hotel Four Seasons che omaggiava il catering e i miei ospiti portavano un dono per i bimbi.

D. Lei oggi potrebbe anche non occuparsi più personalmente, potrebbe delegare è sempre in giro per lavoro, io sono venuto con lei in qualche viaggio ultimo in Tunisia, cosa la porta a fare e a non dimenticare da dove ha iniziato? Mi scusi ma è una domanda lecita. 

R. Io sono cresciuta in collegio per studiare, dopo la tragica morte di mio padre, avevo 4 anni. Quando c'erano le visite noi bimbi eravamo felici, una giornata diversa, una giornata di festa. Io oggi sono la bambina che è diventata donna e madre ma che non dimentica mai da dove arriva. Oggi che mi sento realizzata professionalmente come donna, ho l'obbligo morale di incoraggiare tutti quei bimbi che non hanno un padre o una madre che l'incoraggia che li abbraccia. Anche loro possono farcela, io ce l'ho fatta. Ricevo lettere da minori incontrati la prima volta nell'anno 2013: oggi frequentano l'università, qualcuno fa stage da me. Torno al discorso iniziale: non è il dono che si porta, ma la speranza, il sogno "un giorno anche io lo farò, anche io avrò le possibilità per poter aiutare gli altri". 

D. Dott.ssa è un discorso profondo, quando si guarda lei si vede la bellezza, il benessere, l'eleganza. Non immaginavo la sua sofferenza che trapela.

R. Non mi piace parlare di me, la sofferenza è qualcosa di intimo, di privato, ogni adulto è il risultato dell'esperienza vissuta da bimbo. 

D. Cosa pensa della beneficenza che si fa con i soldi altrui? Scusi ma ultimamente ci sono polemiche su una donazione fatta da un rapper, Fedez.

R. Non conosco il caso, ma credo, come detto già e ribadisco, che in primis bisogna donare dalle proprie tasche. Io, per incompatibilità, da settembre con la assunzione del mio incarico non svolgo più attività privata in società, ma il 10% del fatturato delle mie società è sempre stato donato alle associazioni e al Centro Italiano di Formazione Professionale che ho fondato in Tunisia. 

D. Dott.ssa, Lei dall'associazione Haziel è arrivata al Centro di Formazione? 

R. Esattamente. L'organizzazione ha la parte sociale attraverso l'associazione Haziel International, l'aspetto economico con Asigitalia, la formazione con il Centro Professionale. 

D. Ora siete all'Onu? Quella bimba cresciuta in un collegio ne ha fatta di strada. 

R. Dal 18 settembre l’assemblea generale della ONG United Tows Agency for North-South Cooperation, accreditata presso ECOSOC (ONU), ha approvato Asigitalia, che raggruppa l'associazione Haziel International e il Centro di Formazione Italiano a Tunisi. 

D. Ultima domanda poi la lascio andare. Progetti 2021 come Presidente della sua organizzazione e come Presidente di Commissione. 

R. In Italia sto sviluppando un progetto importante. Le anticipo che sarà una grande struttura della nostra organizzazione in Lombardia, preciso che è una commissione tecnica che valuta tutti i progetti, io erogo i fondi dopo che i progetti sono stati approvati. 
In Tunisia ci saranno diverse sedi del nostro centro di formazione italiano per cui formazione con docenti italiani in tutte le regioni. Parte dei fondi che gestisco come Presidente di commissione saranno erogati per la formazione in cui credo che sia l'unico strumento per dare dignità e libertà all'essere umano. In Tunisia, come in tutto il Mediterraneo, ci sono diversi centri di formazione ma i loro diplomi non sono riconosciuti in Europa. 
Sarà una formazione italiana, per cui avranno diplomi che gli permetteranno di immigrare regolarmente in qualsiasi paese per lavorare.
Poi ci saranno degli investimenti importanti per aziende italiane e non che investono all'estero in progetti già approvati, un ottimo lavoro si svolgerà con l'ente governativo TIA (TUNISIA INVESTIMENT AUTHORITY). 

D. Lei vive in prima persona il tessuto economico. Cosa pensa delle imprese italiane dopo la crisi vissuta a causa del Covid? 

R. Le aziende sane e strutturate hanno affrontato con dignità e ingegno l 'emergenza economica /sanitaria mondiale. Mi permetta di dire e me ne assumo tutte le responsabilità molti imprenditori non utilizzano correttamente gli strumenti economici che gli si mettono a disposizione per investire su risorse umane e struttura interna , se un impresa ha sempre lavorato bene stia certo che non fallisce , è una realtà oggettiva. 
Diverso è per i ristoratori, commercianti, artigiani dove il loro guadagno è incrementato dal consumo giornaliero dei consumatori. 
Per esperienza posso affermare che gli imprenditori seri hanno fatturato anche durante l 'emergenza Covid, poi ci sono stati anche i furbetti che se ne sono avvantaggiati ma questa è un' altra storia, pensi che ci sono cause in corso perché durante la emergenza i billantatori imprenditori seri hanno derubato altri.. Deve cambiare la mentalità, è una cultura l'essere un bravo ed onesto imprenditore. Ne riparleremo. 

D. Dott.ssa le auguro dal cuore tutto ciò che desidera 

R. Io ringrazio Lei, il suo direttore Vito Ferri, che da anni segue le attività che svolgo sia in Italia che all’estero. Ringrazio tutte le istituzioni, che sono vicine alla nostra organizzazione sia italiane che straniere ed auguro a tutti di continuare a sperare ed avere fiducia in se stessi e nell'Universo, Allah, Dio. Anche in questo periodo di grande sofferenza mondiale, sia economica che sanitaria, dobbiamo continuare a credere a ciò che da secoli si tramanda: "Non importa quanto freddo sia l'inverno, dopo c'è sempre la primavera" (Eddie Vedder).