Gaza, scontri nel giorno dell'ambasciata Usa: 41 morti e 1900 feriti

GAZA - Momenti di alta tensione in Medio Oriente, teatro di nuovi scontri fra manifestanti ed esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania, nel giorno in cui si inaugura l'ambasciata americana a Gerusalemme e si celebrano i 70 anni della nascita dello stato d'Israele. E’ salito a 37 il numero dei palestinesi uccisi negli scontri a Gaza, mentre i feriti sono 1200.

Il primo a morire è stato un 21enne, Anas Qudieh, a Khan Yunis, nel sud della Striscia. Poi un 28enne ucciso a Jabalya, nel nord della Striscia. In seguito il ministero della Salute ha dato notizia di altri cinque morti, di cui un minore di 14 anni Secondo la Mezzaluna Rossa, almeno 250 feriti sono stati colpiti da proiettili veri. 


Gli ospedali di Gaza stanno intanto lanciando appelli alla popolazione affinché giunga in massa per donare sangue.

L'esercito israeliano afferma anche di aver sventato un attentato presso Rafah, nel sud della Striscia. ''Un commando di tre terroristi armati - ha detto un portavoce - stava cercando di deporre un ordigno. Le nostre forze hanno reagito e i tre sono morti''. Secondo i media, i militari hanno fatto ricorso ad un carro armato. Il portavoce ha aggiunto che velivoli israeliani hanno colpito anche un obiettivo di Hamas a Jabalya, dopo che da esso erano partiti spari.

L'esercito - afferma il portavoce militare - si sta misurando lungo il confine con Gaza con "diecimila dimostranti violenti, e altre migliaia sono disposti nelle loro immediate vicinanze, in dieci punti di attrito". Hamas, prosegue il portavoce israeliano, "sta guidando un'operazione terroristica, mascherata da mobilitazione popolare. Cercherà di compiere attentati e di realizzare infiltrazioni di massa in Israele". Di conseguenza l'area limitrofa a Gaza è stata proclamata "zona militare chiusa".

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