Mafia Capitale, capitolo II: 44 arresti, anche tra politici

Nuovo capitolo dell'inchiesta Mafia Capitale. Diciannove persone in carcere, 25 ai domiciliari, altre 21 indagate a piede libero e altrettante perquisizioni. Provoca l'ennesimo terremoto la seconda tranche dell'inchiesta che gia' lo scorso dicembre aveva fatto scattare le manette ai polsi di 37 indagati, con il coinvolgimento di altri 40.

Ancora una volta, l'ex terrorista dei Nar Massimo Carminati e il presidente della cooperativa '29 giugno' Salvatore Buzzi risultano i pezzi da novanta dell'ordinanza di custodia cautelare del gip Flavia Costantini, eseguita all'alba dai carabinieri del Ros.

La novita' e' che sono stati chiamati in causa esponenti delle istituzioni, di destra e di sinistra (al Comune a alla Regione Lazio), risultati a libro paga dell'organizzazione di stampo mafioso che a Roma faceva affari di ogni tipo (business degli immigrati 'in primis') e si aggiudicava i migliori appalti (tra i quali punti verde e piste ciclabili).

In carcere sono finiti, tra gli altri, Luca Gramazio, ex consigliere capogruppo Pdl (poi Fi) in consiglio comunale e poi in Regione: e' ritenuto il 'volto istituzionale' di Mafia Capitale per aver messo le sue cariche al servizio del sodalizio criminoso con cui avrebbe elaborato "le strategie di penetrazione nella pubblica amministrazione".

In cambio avrebbe ricevuto 98mila euro in contanti in tre tranche, 15mila di bonifico per il finanziamento al suo comitato, l'assunzione di 10 persone, cui veniva garantito uno stipendio.

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