Governo: P.A. salta limite d'età per professori e primari

Sì della commissione Affari Costituzionali del Senato agli emendamenti del governo sul dl P.a. Saltano così lo sblocco per 4 mila pensionamenti nella scuola (quota 96), la soglia di 68 anni per i pensionamenti d'ufficio di professori universitari e primari. Cancellato lo stop alle penalizzazioni per chi va in pensione a 62 anni. Resta quindi da votare uno solo degli emendamenti dell'esecutivo, quello che sopprime i benefici per le vittime del terrorismo. A fare il punto della situazione è lo stesso ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che uscendo dalla Commissione spiega come ora "l'obiettivo" sia "convertire" il decreto legge "il più presto possibile". A chi gli domandava se si ricorrerà alla fiducia, il ministro ha risposto come ciò sia già avvenuto "anche alla Camera". Quindi, visti i tempi, l'opzione sarebbe altamente probabile.

"Dobbiamo correre". Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a chi gli chiede se sul dl P.A. sarà posta la questione di fiducia al Senato.Una possibilità che al ministro "sembra ragionevole", visto che anche alla Camera si è fatto ricorso a questo strumento. Madia è appena rientrata in Commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama, dove prosegue l'esame degli emendamenti.

Studio: 6 miliardi l'anno costo imprese per ritardo pagamenti - Il ritardo dei pagamenti ai fornitori della pubblica amministrazione ha finora determinato un costo del capitale a carico delle imprese italiane di oltre 6 miliardi di euro all'anno, pari a quasi 30 miliardi nel periodo 2009-2013. Il dato emerge da una ricerca realizzata dal centro studi "ImpresaLavoro" di Udine. I pagamenti del committente pubblico italiano arrivano in media dopo 170 giorni dal ricevimento della fattura, mentre i fornitori privati di norma pagano dopo 60 giorni. Secondo le stime prudenziali di 'ImpresaLavoro', l'ammontare per il 2013 è di circa 74,2 miliardi di euro, pari a circa il 4,8% del Pil. Lo stock di debito commerciale della nostra P.A risulta in calo: nel 2010, esso aveva toccato la cifra record di 87,3 miliardi di euro, pari al 5,5% del Pil. ''La diminuzione dello stock è dovuta alla riduzione della spesa pubblica relativa all'acquisto di beni e servizi, nonché dei tempi di pagamento concordati con i fornitori. Non è quindi diminuito il ritardo medio nel pagamento delle fatture'' si afferma nello studio.

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