L'Opinione: Giornata mondiale della libertà di stampa, diritto di informare ed essere informati


di LOREDANA CAVALLO - Oggi 3 maggio 2017 è la XXIV Giornata mondiale della Libertà di stampa, indetta dalle Nazioni Unite e dall'Unesco in difesa del diritto di informare e di essere informati. La Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, art.19, afferma: "Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee mediante ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".La Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, art.11, dichiara: "La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati". La Costituzione, all'art. 21, afferma: "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

La libertà di stampa è un diritto importante ma altamente fragile, che va costantemente difeso, perché minacciato in continuazione. Infatti sono tantissime in tutto il mondo le vittime, giornalisti che hanno voluto informare e raccontare la verità, rischiando anche la propria vita e che stanno ancora pagando con carcere, condanne, persecuzioni e intimidazioni di qualsiasi tipo. Persone che hanno perso la libertà dopo aver espresso la loro opinione su situazioni che andrebbero conosciute perché il diritto alla verità va sempre difeso, soprattutto ai tempi attuali con la triste realtà delle fake news, le notizie false per intenderci.
Non dobbiamo solo concentrarci sulla questione dei giornalisti rinchiusi nelle carceri turche, non c'è da rivolgersi così lontano per essere critici di un sistema che annulla la ricerca della verità, perché a ben pensarci l'Italia è al 52° posto nelle graduatorie mondiali sulla libertà di stampa.

Bisogna riflettere prima di effettuare querele pesanti, anche perché questa viene sovente usata come arma di pressione contro il diritto di cronaca e i giornalisti meno protetti.

Chiaramente, anche se lecito esprimere il proprio pensiero e di conseguenza il proprio scritto, ci sono dei limiti sia per il buon costume che di riservatezza, che andrebbero tutelati secondo il codice "umano".

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