Il Presidente Abu Mazen in Vaticano: riconosciuta ambasciata palestinese


di Mariagrazia Di Raimondo - Ieri incontro tra Papa Francesco e Abu Mazen, Presidente palestinese, che si sono trovati per 25 minuti in maniera molto simbolica, con un reciproco scambio di doni. Il secondo, ha regalato al Papa 5 oggetti: un'icona di Gesù, la pietra del Golgota della chiesa di Santo Sepolcro a Gerusalemme, un DVD sulla ristrutturazione della Basilica della Natività, un libro sulle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Il Santo Padre invece ha donato la medaglia dell'anno giubilare e due scritti "Amoris Laetitia" e "Laudato sii" in arabo. Durante il loro dialogo si sono soffermati sul processo di pace tra Palestina e Israele e la ripresa dei negoziati in Medio Oriente, per mettere fine alle sofferenze delle popolazioni civili. La presenza del Presidente palestinese in Vaticano per la quarta volta, è dovuta anche al riconoscimento diplomatico che il Vaticano ha dato alla "delegazione palestinese", trasformandola in ambasciata, situata a Borgo Pio, e raggiunta da Abu Mazen, dove si è fermato qualche minuto con i giornalisti. Rispondendo alla domanda su Trump, ha dichiarato che se gli Usa trasferissero la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, sarebbe una cosa gravissima, che minerebbe gli sforzi di pace fatti fin a quel momento. Il viaggio di Abu Mazen in Europa continua oggi, a Parigi, per assistere alla "conferenza sulla Palestina" organizzata dal governo francese, dove non ci sarà nessun rappresentate del Governo israeliano.

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