Spagna, esplode la protesta per la casa: decine di migliaia in piazza dopo il no ai decreti di Sánchez


Madrid - È tornata a protestare la Spagna dopo la bocciatura in Parlamento dei due decreti del governo di Pedro Sánchez sull’emergenza abitativa. Le manifestazioni, convocate in oltre 50 città, hanno riportato migliaia di persone nelle piazze per chiedere interventi contro il caro-affitti, gli sfratti e la difficoltà di accesso alla casa.

Al centro della mobilitazione c’è anche la vicenda di Maricarmen, l’87enne sfrattata il 23 settembre dall’abitazione in cui viveva da 70 anni e successivamente fatta rientrare. Il caso ha contribuito ad alimentare le proteste sulla crisi abitativa che da settimane attraversano il Paese.

A Madrid quattro cortei sono partiti da diversi punti della capitale, confluendo a Plaza de Cibeles. Secondo la Delegazione del governo hanno partecipato circa 70mila persone, mentre il Sindicato de Inquilinas, organizzatore della mobilitazione, ha parlato di circa mezzo milione di partecipanti.

I manifestanti hanno chiesto misure immediate per il diritto alla casa e, in diversi cortei, è stato rilanciato anche l’appello a uno sciopero generale. «Subito sciopero generale!» e «Questo deve cambiare, la casa subito!» sono stati alcuni degli slogan scanditi durante le manifestazioni.

La mobilitazione ha coinvolto numerose città, da Santander a Santiago di Compostela, da Palma di Maiorca a Barcellona, fino a Toledo, Vigo, Alicante e Malaga.

Tensione a Valencia, dove la manifestazione è sfociata in scontri nei pressi del Palau de les Arts, dove era in corso un congresso dedicato agli investimenti immobiliari. Secondo fonti della polizia, alcuni manifestanti hanno superato le transenne e lanciato oggetti contro il cordone di sicurezza. Gli agenti sono intervenuti con cariche, gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Nove poliziotti sono rimasti feriti e si sono registrati arresti.

La protesta arriva all’indomani della sconfitta parlamentare del governo Sánchez. I due decreti sull’emergenza abitativa sono stati respinti alla Camera: uno con 172 voti favorevoli contro 178 contrari, l’altro con 166 voti favorevoli contro 184 contrari. Tra le forze contrarie figurano PP, Vox e Junts.

La bocciatura ha aperto anche uno scenario politico incerto. Sánchez potrebbe valutare un possibile scioglimento anticipato del Parlamento e il ricorso alle urne, anche se al momento non è stata annunciata alcuna decisione definitiva.

Intanto, il movimento degli inquilini annuncia nuove iniziative e mantiene sul tavolo l’ipotesi di uno sciopero generale per chiedere interventi strutturali sulla crisi della casa.

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