Dopo le violenze e i saccheggi a Milano e in altre città, il Consiglio dei ministri si prepara a esaminare nuove misure. Sul tavolo il rafforzamento dei poteri di prevenzione, l’arresto differito e il potenziamento di Strade sicure. Mattarella invita a una riflessione approfondita.
ROMA – Nuova stretta sulla sicurezza dopo il fine settimana segnato da scontri, devastazioni e saccheggi a Milano e in altre città italiane. Il governo lavora a un decreto legge che potrebbe arrivare oggi, martedì 20 ottobre, sul tavolo del Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine e contrastare nuovi episodi di violenza.
Ieri a Palazzo Chigi si è svolto un vertice sull’ordine pubblico presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al quale hanno partecipato ministri, sottosegretari alla presidenza del Consiglio e vertici delle forze di polizia e dell’intelligence. La linea emersa è quella di una risposta ferma da parte dello Stato, mentre gli uffici legislativi sono al lavoro per definire il testo del provvedimento.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ribadito come «ogni violenza è inaccettabile», sottolineando allo stesso tempo la necessità di un’analisi approfondita e di un’attenta vigilanza. Il capo dello Stato ha richiamato l’attenzione anche sulla presenza di soggetti nuovi nei fenomeni di violenza, un elemento che richiede ulteriori riflessioni.
Le misure allo studio del governo
Il decreto potrebbe recuperare alcune disposizioni già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e attualmente all’esame del Senato.
Tra le ipotesi figurano l’estensione del fermo preventivo, anche nei confronti dei minorenni, con una durata che potrebbe arrivare fino a 24 ore, il rafforzamento delle misure di prevenzione e nuove disposizioni per contrastare i danneggiamenti commessi durante le manifestazioni.
Si valuta inoltre l’impiego dell’arresto in flagranza differita nei casi previsti dalla legge, sulla base degli elementi raccolti successivamente ai fatti, come immagini e registrazioni, nonché il potenziamento degli strumenti per impedire la partecipazione a manifestazioni di persone considerate pericolose per l’ordine pubblico.
Il testo è ancora in fase di definizione e le misure annunciate dovranno essere verificate alla luce della formulazione definitiva del decreto.
Strade sicure, ipotesi 500 militari in più a Milano
Tra gli interventi allo studio c’è anche il rafforzamento dell’operazione Strade sicure. Per Milano si valuta l’impiego di altri 500 militari, con l’obiettivo di sostenere temporaneamente il lavoro di carabinieri, polizia e Guardia di finanza.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto che siano approvate norme in grado di consentire ai militari di intervenire con poteri adeguati durante il periodo necessario a supportare le forze di polizia, indicando una durata di tre mesi.
L’eventuale rafforzamento dovrà essere accompagnato da disposizioni precise sulle competenze operative e sui limiti dell’intervento dei militari.
Salvini annuncia la stretta: fermo preventivo e nuove misure
Il vicepremier Matteo Salvini ha accolto le iniziative allo studio parlando di una «vittoria della Lega». Anche i sottosegretari leghisti Nicola Molteni, all’Interno, e Andrea Ostellari, alla Giustizia, hanno anticipato alcuni dei contenuti ipotizzati.
Tra questi figurano il fermo preventivo fino a 24 ore, il rafforzamento delle misure di prevenzione, a partire dall’avviso orale del questore, e nuove disposizioni sul danneggiamento aggravato. Si valuta inoltre un intervento sulle norme relative all’arresto obbligatorio per i reati di devastazione commessi durante le manifestazioni e sulla possibilità di procedere all’arresto differito entro 48 ore, nei casi previsti.
Alcuni di questi strumenti sono già contemplati dall’ordinamento: sarà quindi necessario capire quali modifiche concrete verranno introdotte dal nuovo provvedimento.
Più risorse per le forze dell’ordine
Il governo punta infine a rafforzare il sostegno economico al comparto sicurezza attraverso la prossima legge di bilancio. Tra gli obiettivi indicati figurano nuove assunzioni, il potenziamento degli equipaggiamenti e interventi sul sistema previdenziale delle forze dell’ordine.
Le risorse potrebbero essere individuate anche nell’ambito dei fondi aggiuntivi destinati alla difesa, nell’ambito del quadro finanziario europeo.
Il confronto istituzionale prosegue dunque su due fronti: da una parte la necessità di rispondere rapidamente agli episodi di violenza, dall’altra l’esigenza di definire misure efficaci e compatibili con i principi costituzionali. Il testo definitivo del decreto chiarirà quali delle ipotesi attualmente allo studio saranno effettivamente approvate.
