MILANO – Proseguono le convalide degli arresti per gli scontri avvenuti nel centro di Milano domenica 18 ottobre. La gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha emesso altre tre ordinanze cautelari nei confronti di altrettanti maggiorenni accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Due giovani sono stati condotti in carcere, mentre per il terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le contestazioni riguardano, in particolare, i danneggiamenti e i saccheggi ai danni dei negozi Decathlon, in piazza Cairoli, e Foot Locker. Uno dei ragazzi per i quali è stata disposta la custodia in carcere aveva con sé un coltello pieghevole della lunghezza di 15 centimetri.
Le nuove decisioni si aggiungono a quelle dei giorni precedenti: ieri la stessa giudice aveva disposto per altri due arrestati l'obbligo di firma e i domiciliari, mentre due giorni fa un altro giudice aveva emesso quattro ordinanze di custodia in carcere e una agli arresti domiciliari.
La gip: «I social possono fungere da detonatore di violenza»
Nel motivare le misure cautelari, la gip ha richiamato il ruolo dei social network nella mobilitazione dei giovani coinvolti nei disordini. Secondo la giudice, gli incontri di gruppi numerosi di ragazzi e giovanissimi, sollecitati dalle piattaforme digitali a partecipare a forme di dissenso con modalità violente, possono «fungere da detonatore esponenziale di violenza» e incidere sulla valutazione della pericolosità ai fini della scelta della misura cautelare.
Il riferimento compare nell'ordinanza con cui è stato confermato il carcere per un 18enne nato in Svizzera, accusato per l'assalto al Decathlon di piazza Cairoli, e sono stati disposti i domiciliari per un 21enne milanese coinvolto negli stessi fatti.
«Volevo provare emozioni»: la dichiarazione di un 21enne
«Volevo provare emozioni». È quanto avrebbe dichiarato durante gli atti un 21enne milanese arrestato per i disordini e per il saccheggio del negozio Decathlon. Il giovane, che ha riferito di essere in cura per problemi psichiatrici, è stato posto ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Diversa la valutazione per il 18enne nato in Svizzera. Il ragazzo avrebbe spiegato di aver deciso di partecipare nonostante avesse riconosciuto che la situazione era potenzialmente violenta, dicendo di essere stato spinto dalla curiosità e dall'euforia. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, la gip ha rilevato l'assenza di manifestazioni di pentimento o dispiacere e ha evidenziato che il giovane sarebbe arrivato appositamente in città dalla Svizzera per prendere parte ai disordini. Elementi che hanno portato a ritenere necessaria la custodia in carcere.
Per un altro giovane, accusato anche di resistenza pluriaggravata oltre che di devastazione e saccheggio, è stata disposta la stessa misura cautelare.
Il coltello da 15 centimetri trovato a un 18enne
Tra i destinatari della custodia in carcere figura anche un 18enne nato in Tunisia, accusato per l'assalto al negozio Foot Locker. Secondo quanto riportato negli atti, il ragazzo aveva nella tasca destra dei pantaloni un coltello pieghevole lungo 15 centimetri, in una posizione che, secondo la gip, lo avrebbe reso immediatamente disponibile.
Il giovane non avrebbe saputo giustificare il motivo per cui portava l'arma con sé in strada. Anche lui avrebbe riferito di essere andato in centro a Milano con alcuni amici per soddisfare una curiosità. Per la giudice, tuttavia, potrebbe essere arrivato appositamente da un comune della provincia di Brescia. Pur essendo incensurato, sarebbe già stato segnalato per rapina e furto.
Nell'ordinanza viene inoltre richiamato il possibile richiamo esercitato dai social network, che secondo la gip possono incoraggiare i giovani a mantenere una mobilitazione permanente e un atteggiamento violento e insurrezionale.
Perché alcuni arrestati sono finiti ai domiciliari
La scelta tra carcere e arresti domiciliari dipende dalla valutazione delle esigenze cautelari e delle circostanze individuali di ciascun indagato. In un altro provvedimento relativo agli arresti per gli scontri del 18 ottobre, la gip ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico per un 18enne, considerando la giovane età, l'assenza di precedenti penali e il fatto che non fosse mai entrato prima nel circuito carcerario.
La giudice ha comunque ritenuto necessario prevedere un sistema di controllo, alla luce della gravità dei fatti contestati e delle esigenze cautelari.
Le ordinanze riguardano misure cautelari adottate nell'ambito delle indagini: le responsabilità penali degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
