Nuova giornata di mobilitazioni tra studenti, sindacati e gilet gialli. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez riferisce di 135 persone fermate in mattinata. Tensioni a Lione, Marsiglia, Rennes e Nantes, mentre a Parigi il corteo si è svolto senza gravi incidenti.
Non solo Italia. Sabato di proteste anche in Francia, dove diverse città sono state interessate da una nuova giornata di mobilitazione dopo le manifestazioni della settimana precedente, segnate da saccheggi, incendi e scontri. Le autorità temevano l’arrivo di centinaia di migliaia di persone: le stime indicavano fino a 500mila partecipanti, mentre oltre 70mila tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco sono stati dispiegati sul territorio nazionale.
Il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha riferito che in mattinata erano state fermate 135 persone. «La maggior parte di questi fermi è il risultato di controlli» e del sequestro di materiale che sarebbe stato destinato a essere utilizzato come arma, ha spiegato.
Dopo i disordini della settimana precedente, il ministro ha assicurato una linea di massima fermezza per evitare il ripetersi di quelle scene. Il bilancio degli incidenti precedenti comprendeva circa 3mila negozi danneggiati, incendiati o saccheggiati, un municipio distrutto a Limoges e danni stimati in centinaia di milioni di euro. Anche il premier Sébastien Lecornu ha avvertito che «il livello di minaccia rimane elevato», mentre il presidente Emmanuel Macron ha invocato provvedimenti rigorosi nei confronti dei responsabili.
Manifestazioni limitate e polemiche sulle restrizioni
In diverse città le autorità hanno imposto limitazioni ai cortei, autorizzando in alcuni casi soltanto le iniziative promosse dai sindacati. Le misure hanno suscitato critiche da parte delle opposizioni, che hanno accusato il governo di comprimere la libertà di manifestazione.
Sono stati presentati ricorsi urgenti contro i divieti e le direttive impartite ai prefetti. Tra le città interessate dalle restrizioni figurano Lione, Metz, Nancy e Besançon.
A Lione, in mattinata, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di circa 150 persone che bloccava il traffico nei pressi dell’Università Lyon 3. A Marsiglia, invece, dopo le incertezze iniziali è stato concordato un percorso che ha consentito lo svolgimento della manifestazione. In diverse città sono state adottate misure di sicurezza aggiuntive, con sospensioni dei trasporti e chiusure di negozi.
Particolare attenzione anche a Orléans, dove si svolge il congresso del partito nazionalista Rassemblement National, con Marine Le Pen impegnata a lanciare ufficialmente la propria corsa all’Eliseo.
Parigi, percorso modificato all’ultimo
Nella capitale diversi esercizi commerciali hanno blindato le vetrine e alcuni musei sono rimasti chiusi. Il percorso autorizzato per il corteo è stato modificato venerdì sera dalla prefettura.
Inizialmente era stato approvato l’itinerario proposto dal sindacato CGT insieme agli studenti, lungo il tradizionale tragitto tra Bastiglia e Nation. Successivamente, un’ordinanza ha vietato quel percorso, spostando la manifestazione su un tracciato più periferico, tra Porte d’Italie e Porte de Vincennes, lungo il boulevard des Maréchaux.
Il corteo è stato inoltre posticipato, con orario previsto dalle 13 alle 19. La prefettura ha motivato la decisione citando le difficoltà nel garantire la sicurezza dell’itinerario iniziale e il rischio di violenze, anche per la possibile presenza di gruppi autonomi.
I sindacati hanno presentato un ricorso urgente al tribunale amministrativo, che è stato respinto. Anche i gilet gialli non hanno ottenuto l’autorizzazione a sfilare lungo il percorso richiesto, dalla Bastiglia al centro storico fino a place de l’Opéra.
Il bilancio dei cortei: tensioni in diverse città
A Parigi il corteo ha registrato una partecipazione significativa, ma si è svolto sostanzialmente senza incidenti gravi. I primi manifestanti sono arrivati intorno alle 17 al punto di conclusione della marcia, a Porte de Vincennes.
Situazione più tesa a Lione, dove circa 10mila persone si sono riunite per manifestare nonostante il divieto imposto in un’ampia area della città. Tafferugli sono stati segnalati anche a Marsiglia e Rennes, dove al termine delle manifestazioni la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni.
A Nantes, infine, gli agenti hanno fatto ricorso agli idranti per disperdere alcuni assembramenti non autorizzati.
La giornata si è svolta dunque in un clima di forte tensione, tra la mobilitazione dei manifestanti, le restrizioni imposte dalle autorità e il timore di nuovi episodi di violenza dopo i disordini dei giorni precedenti.
