PARIGI – Continuano le proteste degli studenti in Francia, con l’“atto IV” delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale. Diverse città sono coinvolte nelle manifestazioni, caratterizzate da nuove tensioni, a partire dalla capitale.
A Parigi le forze dell’ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti riuniti. Episodi analoghi si sono verificati a Nantes e Strasburgo. Nella capitale, tutti gli accessi a Place de la Bastille sono stati chiusi e migliaia di manifestanti sono stati temporaneamente bloccati dalle forze della CRS in tenuta antisommossa.
L’Union Étudiante ha successivamente invitato i partecipanti a spostarsi verso Place de la Nation per una «manifestazione selvaggia gigante». Nel pomeriggio, alla Bastiglia, le forze dell’ordine sono state bersagliate da lanci di sampietrini e spari di mortaretti, senza che si registrassero feriti. Una ventina di persone riconducibili ai black bloc avrebbe quindi iniziato a lanciare elementi di arredo urbano. Gli agenti hanno risposto con idranti e gas lacrimogeni.
Secondo le stime provvisorie del ministero dell’Istruzione, le lezioni sono «totalmente o parzialmente sospese» in 375 istituti scolastici sui circa 3.700 presenti nel Paese.
Come annunciato la scorsa settimana, il ministro dell’Istruzione nazionale Édouard Geffray ha convocato al ministero le tre associazioni studentesche delle scuole superiori per un confronto sulle richieste avanzate dal movimento.
L’Union Étudiante ha intanto già annunciato una nuova manifestazione per il 13 ottobre. «Finché non verranno messi 10 miliardi di euro sul tavolo non smetteremo di scendere in piazza», ha ribadito la portavoce Sabrine Kharbach.
Sul fronte della tutela dei minori è intervenuto anche l’Unicef, che ha rivolto alla Francia un appello per una «de-escalation delle violenze» e per la protezione dei minorenni coinvolti nelle mobilitazioni. L’organizzazione ha invitato le autorità a rispettare il diritto dei giovani a manifestare pacificamente e a distinguere chi commette atti violenti da chi partecipa alle proteste senza ricorrere alla violenza.
Ieri il primo ministro francese Sébastien Lecornu aveva dichiarato che «la rabbia dei giovani» non nasce dal nulla e che nessuno può restare indifferente alle loro preoccupazioni. Lecornu ha inoltre assicurato che le forze dell’ordine «non hanno istruzioni di scontrarsi con gli studenti».
Intanto è stata aperta un’indagine dopo la diffusione sui social di un video che mostrerebbe un fuoristrada della Police Nationale lanciarsi ad alta velocità contro alcuni manifestanti a Dunkerque.
Lecornu ha infine annunciato che le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre, mentre gli spazi di dialogo avviati nelle scuole proseguiranno «in ogni liceo, fino alla settimana prossima».
