La coalizione a guida saudita denuncia un’escalation dopo il nuovo attacco. Riad promette una risposta ferma, mentre Trump non esclude un intervento a sostegno del regno.
Un missile avrebbe colpito l’aeroporto della capitale saudita, Riad, provocando almeno 12 morti e oltre 300 feriti. Lo scalo sarebbe da settimane nel mirino dei ribelli yemeniti, in un contesto di crescente tensione militare nella regione.
L’Arabia Saudita ha definito l’attacco un «crimine di guerra» e ha promesso di rispondere «con fermezza». L’escalation, denunciata anche dalle Nazioni Unite, ha spinto l’Italia e altri Paesi occidentali a raccomandare ai propri cittadini di evitare l’area aeroportuale.
Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump, che ha definito l’attacco «inaccettabile» e ha riaperto alla possibilità di un intervento a fianco di Riad: «Potremmo farlo».
La tensione è aumentata ulteriormente dopo che la coalizione militare a guida saudita ha annunciato il lancio di un proiettile nei pressi dell’aeroporto di Dammam, nell’est del Paese, poche ore dopo il sanguinoso attacco a Riad.
La situazione resta delicata, con il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto e nuove ripercussioni sulla sicurezza dell’area.
