Ucraina, Zelensky: «Pronto a incontrare Putin». Kiev critica l’Ue per le sanzioni


NEW YORK, 23 SETTEMBRE 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere pronto a incontrare il presidente russo Vladimir Putin, anche nell’ambito di un vertice trilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La proposta è stata avanzata dopo il colloquio tra Zelensky e Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

«Sì, sono pronto a incontrare Putin in qualsiasi momento», ha detto Zelensky, spiegando che Trump potrebbe contribuire a organizzare un incontro tra i leader di Ucraina, Russia e Stati Uniti. Secondo il presidente ucraino, se si ritiene che la guerra debba essere conclusa attraverso il dialogo, è necessario che le parti si incontrino e discutano, nonostante l’odio provocato dal conflitto.

Al centro dei colloqui con Trump è stata anche la situazione militare in vista dell’inverno. Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti un pacchetto di equipaggiamenti per la difesa aerea e altre capacità militari, compresi i sistemi antimissile Patriot. I due presidenti hanno inoltre discusso della possibilità di avviare la produzione di intercettori Patriot in Ucraina. Secondo Zelensky, il progetto potrebbe richiedere circa un anno o un anno e mezzo.

Trump, da parte sua, ha ribadito la necessità di arrivare alla fine della guerra. Nel corso dei suoi interventi alle Nazioni Unite ha sostenuto che sia Mosca sia Kiev vogliono porre termine al conflitto e ha riferito di essere al lavoro per trovare una soluzione.

Sul fronte europeo, il Consiglio dell’Ue ha deciso di prorogare per altri 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, le misure restrittive nei confronti di oltre 3.000 persone ed entità legate alle azioni contro l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Nell’ambito della revisione, però, sono state anche rimosse alcune persone ed entità dalle liste.

Tra i casi più rilevanti figurano i miliardari russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, che sono stati esclusi dalla lista delle sanzioni dell’Ue. La decisione è stata raggiunta come parte di un compromesso che ha consentito di prorogare per tre anni le misure nei confronti degli altri soggetti interessati.

La scelta ha provocato la reazione di Kiev. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito la rimozione dei due oligarchi «vergognosa e ingiustificabile», sostenendo che Mosca stia celebrando la decisione, e ha invitato i Paesi dell’Ue a valutare restrizioni nazionali nei loro confronti.

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