Garlasco, nuova chiusura delle indagini su Sempio: la Procura deposita nuovi elementi


Pavia - La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. La nuova conclusione dell’inchiesta apre ora la strada a un possibile rinvio a giudizio per Sempio, mentre la difesa di Alberto Stasi valuta la richiesta di revisione della condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio.

Tra gli elementi depositati dai pm figurano nuove consulenze tecniche. Secondo quanto comunicato dal procuratore Fabio Napoleone, una scarpa modello Frau, taglia 42, risulterebbe compatibile con le misure del piede di Sempio. Si tratta del reperto collegato all’impronta con suola a pallini che era stata attribuita ad Alberto Stasi.

I consulenti della Procura hanno inoltre confermato, secondo l’accusa, l’attribuzione a Sempio della cosiddetta “traccia palmare 33”. La difesa di Sempio avrà ora 20 giorni per depositare ulteriori consulenze e osservazioni.

Le nuove valutazioni sulle lesioni

Tra gli elementi esaminati nell’inchiesta ci sono anche le nuove analisi medico-legali effettuate da Cristina Cattaneo e dal professor Biagio Eugenio Leone.

Secondo la Procura di Pavia, le lesioni riportate da Chiara Poggi potrebbero essere state prodotte non immediatamente prima della morte, ma in un intervallo compreso indicativamente tra 15 e 30 minuti prima del decesso, senza poter escludere una sopravvivenza complessiva fino a circa un’ora.

Gli stessi consulenti, sempre secondo quanto riferito dalla Procura, non ritengono coerente con il quadro complessivo l’ipotesi che tutte le lesioni possano essere spiegate esclusivamente attraverso cadute, urti, trascinamenti o movimentazioni del corpo.

Sul Dna rilevato sotto le unghie della vittima, i pm riferiscono inoltre che le osservazioni della consulente della difesa di Sempio, Marina Baldi, sono state analizzate e contestate dai consulenti della Procura Carlo Previderè e Pierangela Grignani.

Il giallo delle analisi sui pedali della bicicletta

Uno degli elementi più rilevanti emersi dai nuovi atti riguarda invece le analisi genetiche effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta Umberto Dei riconducibile ad Alberto Stasi.

Secondo la Procura, nei “Raw Data” consegnati dal Ris di Parma nel novembre 2025 sono state individuate due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007 relative al campione denominato “BU_P”. Le analisi sarebbero risultate totalmente negative.

Il giorno precedente, 19 settembre, dallo stesso reperto era stato invece ottenuto un profilo genetico attribuito dai consulenti dell’epoca a Chiara Poggi. La Procura sottolinea che delle successive analisi negative del 20 settembre non sarebbe stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato nei confronti di Stasi.

Il dato è stato individuato dai consulenti della difesa di Stasi Ugo Rici e Pasquale Linarello e successivamente esaminato anche dai consulenti nominati dalla Procura.

La difesa di Stasi valuta la revisione

Per l’avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, il ritrovamento delle analisi negative potrebbe avere un peso nella valutazione di una revisione del processo.

«Nel momento in cui viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la teoria dello scambio, della sostituzione, vengono meno le biciclette fantasma», ha sostenuto la legale, secondo la quale questi elementi potrebbero incidere su una parte della ricostruzione alla base della condanna di Stasi.

La difesa dovrà comunque individuare elementi nuovi idonei, secondo i requisiti previsti per la revisione, a incidere sul giudicato penale.

Intanto Giorgio Portera, genetista ed ex ufficiale del Ris di Parma ascoltato dalla Procura, ha precisato di non aver eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né di aver valutato o interpretato profili genetici relativi al caso Garlasco durante il suo servizio al Ris. Il collegamento con il campione BU_P, ha spiegato, deriverebbe dalla registrazione di un accesso effettuato con la sua utenza personale nell’ultima fase di lavorazione della traccia.

La difesa di Sempio: «Nessun elemento nuovo»

Di segno diverso la posizione dei legali di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia. Secondo i difensori, nei nuovi atti non ci sarebbero elementi di prova nuovi e l’eventuale alterazione o mancata acquisizione di una prova relativa al procedimento Stasi non avrebbe attinenza con l’accusa contestata a Sempio.

Anche i legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Antonio Compagna, sostengono che non siano emersi elementi nuovi tali da modificare il quadro della vicenda e auspicano che la questione possa essere sottoposta alla Corte d’Appello competente.

Le posizioni sul lavoro del Ris

La vicenda delle analisi sui pedali ha riaperto anche il confronto sulle attività investigative svolte nel 2007.

L’ex generale Luciano Garofano, che all’epoca comandava il Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri, ha espresso fiducia nell’operato dei propri collaboratori ed escluso irregolarità nelle indagini, ricordando che le analisi furono svolte alla presenza dei consulenti di parte.

La difesa di Stasi, invece, ritiene che le nuove informazioni possano rappresentare un elemento da valutare nell’ambito di una richiesta di revisione della condanna.

La Procura di Pavia ha ora concluso per la seconda volta le indagini nei confronti di Sempio. Sarà la fase successiva del procedimento a stabilire se e come le nuove acquisizioni potranno tradursi in una richiesta di rinvio a giudizio e in un eventuale processo.

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