Baldissero d’Alba, un solo proiettile avrebbe colpito il 36enne morto durante il tentato furto

Cuneo - Sarebbe stato un solo proiettile a raggiungere Gjovalin Lazri, il 36enne morto domenica scorsa a Baldissero d’Alba, nel Cuneese, durante un presunto tentativo di furto in un cascinale. È quanto emergerebbe dalle prime analisi medico-legali effettuate all’Obitorio civico di Torino su disposizione della procura di Asti. Si tratta, tuttavia, di risultati ancora da confermare.

Gli specialisti depositeranno le loro conclusioni entro sessanta giorni. Per completare gli accertamenti sarà necessario anche un sopralluogo sul luogo della sparatoria, oltre a una consulenza balistica che dovrà contribuire a ricostruire la dinamica dei colpi esplosi.

Roberto Mollo, il 35enne che ha sparato dal balcone e che è indagato per omicidio e tentato omicidio, avrebbe premuto il grilletto dodici volte contro le ombre che si muovevano nel cortile, al buio. Nell’ambito delle indagini è stata acquisita anche la telefonata effettuata dall’uomo al 112 alle 2.17 del 20 settembre.

“Ho ferito un ladro, non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola”, avrebbe detto Mollo all’operatore. “Forse c’è una persona a terra, non so se è morto. Son disperato, mi ha preso paura, mi stava girando in casa. Mi sono armato, mi sono difeso”.

L’esito degli accertamenti tecnici sarà centrale per la ricostruzione dei fatti e per la valutazione delle responsabilità penali. Tra gli aspetti da chiarire ci sono la traiettoria dei proiettili, la posizione delle persone coinvolte e la dinamica complessiva della sparatoria.

Nel frattempo, l’avvocato difensore di Mollo, Piermario Morra, ha incontrato il suo assistito. L’uomo resta indagato e sarà necessario attendere gli ulteriori accertamenti della procura prima di definire il quadro giudiziario.

La salma di Lazri è stata trasferita in mattinata all’Obitorio civico di Torino. Poco dopo sono arrivati due giovani familiari del 36enne, che avevano manifestato il desiderio di vederlo per l’ultima volta e che, in attesa dell’autopsia, si sono trattenuti per alcuni minuti nella struttura. Con loro c’era l’avvocata Roberta Sismondo, che ha ribadito la “massima fiducia nell’operato della procura e degli esperti”.

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