Teheran – Le forze speciali statunitensi avrebbero recuperato il secondo pilota disperso in Iran dopo l’abbattimento di un F-15E avvenuto venerdì. La notizia è stata riportata dal sito Axios, che cita fonti ufficiali americane.
Secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump, il militare sarebbe “sano e salvo”, anche se ferito, e l’operazione di recupero è stata definita “una delle più audaci della storia degli Stati Uniti”. Trump ha inoltre precisato che non ci sarebbero state ulteriori perdite tra le forze coinvolte.
La versione americana è stata però smentita da Iran, che ha contestato il successo dell’operazione e ha affermato di aver colpito due elicotteri e un aereo impegnati nelle operazioni di salvataggio. Secondo i media iraniani, nei raid sarebbero rimasti uccisi cinque cittadini iraniani.
Sul fronte diplomatico, cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, dove Teheran continua a respingere gli ultimatum internazionali sull’apertura delle rotte marittime. Dall’area arrivano anche nuove minacce incrociate tra Iran e Stati Uniti, con scambi di dichiarazioni sempre più duri.
Nel frattempo, le autorità di Abu Dhabi hanno comunicato di essere impegnate nello spegnimento di incendi in un impianto petrolchimico colpito da detriti dopo intercettazioni aeree. Attacchi e allarmi si registrano anche in altre aree del Golfo, tra cui il Kuwait e gli Emirati, con danni a infrastrutture energetiche e di desalinizzazione.
Il movimento Hezbollah ha inoltre rivendicato un attacco contro una nave militare israeliana al largo del Libano, circostanza però smentita dalle forze armate israeliane, che dichiarano di non avere evidenza dell’episodio.
La situazione resta altamente instabile in tutta l’area mediorientale, con attacchi, controffensive e tensioni che coinvolgono più fronti e infrastrutture strategiche.

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