Teheran - Il conflitto in Medio Oriente entra in una fase critica con attacchi senza precedenti su Teheran e Beirut. I raid israeliani hanno preso di mira decine di obiettivi militari iraniani, tra cui il quartier generale dei Basij, e ieri un attacco ha colpito il palazzo dove si riuniva l’Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. Tra le vittime degli attacchi iniziali figura Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito che qualsiasi leader nominato per sostituire Ali Khamenei sarà considerato un “bersaglio inequivocabile”. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che 50.000 soldati sono già dispiegati nella regione, con ulteriori rinforzi in arrivo, definendo l’operazione “senza precedenti” e superiore agli attacchi condotti in Iraq nel 2003. Parallelamente, le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito infrastrutture di Hezbollah a Beirut e Baalbek, causando almeno 11 morti.
L’Iran ha risposto prendendo di mira sedi diplomatiche statunitensi nel Golfo: attacchi a consolati e ambasciate a Dubai e Riad, con evacuazioni preventive in Iraq, Bahrein, Giordania, Kuwait, Arabia Saudita, Oman e Cipro. Nella notte, Israele ha dichiarato l’allerta aerea e ha lanciato una vasta offensiva militare sull’Iran.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baqaei, ha ammonito che l’Europa rischia di trovarsi “dalla parte sbagliata della Storia” se appoggerà Stati Uniti e Israele. Il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei ha ribadito che Teheran non negozierà e si prepara a una guerra prolungata.
La tensione internazionale cresce: il presidente statunitense Donald Trump ha incontrato il cancelliere tedesco Olaf Merz, affermando che l’Iran “ora vuole parlare, ma è troppo tardi”, criticando Londra e Madrid per la gestione delle basi militari. Ha inoltre annunciato possibili scorte alle petroliere nello stretto di Hormuz, mentre l’Iran rivendica il pieno controllo della regione.
La Francia ha inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo e ha dispiegato mezzi militari a Cipro. Nel frattempo, Teheran piange le giovani studentesse uccise negli attacchi, con migliaia di persone ai funerali, sottolineando il costo umano drammatico del conflitto.

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