Napoli, 13 febbraio 2026 – Proseguono le indagini sul caso del bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, sottoposto il 23 dicembre scorso a un trapianto di cuore arrivato in condizioni compromesse durante il trasferimento da Bolzano. Dopo l’intervento, il piccolo si trova tuttora in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva.
I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo. Si tratta di un sistema progettato per mantenere il cuore a temperature controllate; sul box sarà effettuata una perizia tecnica da consulenti nominati dagli inquirenti.
Il Ministero della Salute ha inviato ispettori sia a Napoli sia a Bolzano per fare chiarezza sul trasporto dell’organo e sulla decisione di procedere all’intervento nonostante il cuore fosse danneggiato, in quanto trasportato con ghiaccio secco anziché ghiaccio normale.
Nel registro degli indagati della VI sezione “Lavoro e colpe professionali” della Procura di Napoli risultano iscritti sei sanitari, appartenenti sia alle équipe che hanno eseguito l’espianto a Bolzano sia a quelle del Monaldi che hanno effettuato il trapianto. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose. Oltre al contenitore, i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione relativa alla vicenda, ora al vaglio degli inquirenti.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, esprimendo vicinanza alla famiglia del bambino e sottolineando la gravità della situazione. Fico ha annunciato l’attivazione dei poteri ispettivi della Direzione generale per la tutela della salute della Regione, chiedendo “totale e assoluta chiarezza” sull’accaduto e l’accertamento di ogni responsabilità .

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