La sicurezza del bar Le Constellation nel mirino dopo la strage di Capodanno


Crans-Montana, 3 gennaio 2026 – La tragedia avvenuta la notte di Capodanno al bar Le Constellation ha acceso i riflettori sulla sicurezza del locale. La Procura svizzera ha aperto un’inchiesta per omicidio e lesioni colpose, mentre emergono i primi racconti dei testimoni: molti ragazzi sarebbero rimasti intrappolati nel bar interrato, dove “l’unica via di fuga era una scala, la porta per uscire era stretta”.

I proprietari del locale, duramente colpiti dall’incendio “partito dalle candele nelle bottiglie”, assicurano che nel bar “tutto era nella norma” e che erano state rispettate le disposizioni di sicurezza.

Le autorità svizzere parlano di 40 morti, mentre la Farnesina ne conta 47. I feriti italiani sono 13, mentre i dispersi sono sei, tutti giovanissimi. Alcuni feriti sono ricoverati anche in ospedali di altri Paesi, almeno sette in Italia.

Ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato a Crans-Montana per incontrare alcuni familiari dei ragazzi dispersi e feriti. “Difficilissimo identificare le vittime. Ci vorrà tempo”, ha dichiarato, sottolineando la complessità delle operazioni di soccorso e identificazione.

L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei locali notturni e sulle norme da rispettare in caso di eventi con grande afflusso di giovani, soprattutto quando si tratta di spazi interrati o con vie di fuga limitate.

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