Iran, quattordicesimo giorno di proteste: almeno 217 morti secondo fonti ospedaliere


Teheran
– Una nuova notte di proteste ha segnato il quattordicesimo giorno consecutivo di manifestazioni contro il caro vita in Iran. Nonostante il blocco totale di internet e le minacce del regime, immagini della folla che sfilava ieri sera nelle strade di Teheran sono arrivate sui social network.

Secondo un medico iraniano intervistato dalla rivista statunitense Time, sei ospedali della capitale hanno registrato un “numero record” di 217 manifestanti uccisi dall’inizio della repressione, molti dei quali giovani e colpiti da proiettili veri. La magistratura iraniana ha avvertito che i rivoltosi saranno trattati con durezza, mentre la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che il Paese non si tirerà indietro di fronte alle proteste.

Nonostante le restrizioni, alcune immagini mostrano manifestanti in diverse zone della capitale, tra cui il quartiere di Sadatabad, dove si sentono anche clacson di sostegno e il suono di pentole e padelle battute in segno di protesta. Video di dimostrazioni sono stati trasmessi anche da canali persiani all’estero, da città come Mashhad, Tabriz e Qom.

Secondo l’Ong Netblocks, la connettività internet in Iran è scesa all’1% del livello normale, rendendo difficile verificare l’ampiezza della repressione. La vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2003, Shirin Ebadi, ha parlato di un possibile “massacro sotto la coltre di un blackout totale”.

Le cifre sulla repressione variano: fonti ospedaliere parlano di oltre 200 morti, mentre organizzazioni per i diritti umani ne segnalano circa 51-63. Alcuni manifestanti sarebbero stati uccisi vicino a stazioni di polizia, dove le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco. Ospedali della capitale risultano sopraffatti dai feriti, con personale medico insufficiente per far fronte alla crisi.

Dagli Stati Uniti è arrivato un nuovo messaggio di sostegno: il segretario di Stato Marco Rubio ha scritto su X che gli USA “sostengono il coraggioso popolo iraniano”.

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