Berlusconi: "Il decreto dignità punisce le imprese"

ROMA - "Di Maio rispolvera ricette vecchie che sono fallite in tutto il mondo: sembra incredibile ma il Ministro del Lavoro ripropone nel 2018 soluzioni vetero-comuniste già sconfitte nel ‘900 e alle quali non credono più nemmeno i sindacati seri" ha dichiarato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una lettera al Corriere della Sera a proposito del dl dignità.

"Un errore clamoroso perché in questo modo non si riduce la flessibilità, si riducono i posti di lavoro, e si scoraggiano i contratti regolari a vantaggio del lavoro nero. Chi ha scritto il decreto certo non conosce l’economia reale come chi lavora e chi fa impresa. Un milione di contratti che stanno per essere rinnovati ora sono a rischio e per quasi la metà si tratta di giovani. Secondo le stime, in Italia i contratti regolari a tempo determinato sono 3 milioni, e 3 milioni quelli in nero. Il 'decreto dignità' colpisce i primi e finirà con l’aumentare i secondi. E' certamente un male per le imprese, per i lavoratori, per l’occupazione, per i veri e propri drammi sociali che l’Italia deve affrontare: 15 milioni di italiani in condizioni di povertà, dei quali quasi 5 milioni in povertà assoluta, tre milioni di giovani che non studiano e non lavorano, tre milioni di anziani che rinunciano a cure mediche indispensabili perché non se le possono permettere".

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