Arrestato a Chiasso un altro fratello del killer di Marsiglia: era passato dall'hotspot di Taranto

di BEATRICE GALLUZZO - Arrestato a Chiasso, in Svizzera, Anour Hannachi, uno dei fratelli dell’attentatore di Marsiglia. Sparsi per l’Europa, i fratelli di Ahmed Hannachi, l’autore dell’attacco alla stazione di Saint-Charles che ha portato alla morte di due donne, cercavano di sfuggire alle forze dell’ordine cambiando identità e disperdendo le proprie tracce. Senza successo.

 Proprio ieri infatti, l’Ufficio federale della polizia svizzera ha reso noto di aver arrestato Anour Annachi, che si trovava con la moglie in un ufficio di identificazione per richiedenti asilo. Ovviamente sotto falso nome. Prontamente riconosciuto dalle forze dell’ordine, la Fedpol in una nota spiega di “aver ordinato l’espulsione della coppia arrestata domenica sera dalla Polizia del Cantone Ticino presso il centro di registrazione di Chiasso per minaccia alla sicurezza interna della Svizzera”.

Solo pochi giorni fa è avvenuto l’arresto a Ferrara di un altro membro della famiglia Hannachi: Anis, foreign fighter in Siria e Iraq dal 2014 al 2016, e probabilmente colui che ha iniziato il fratello Ahmed al processo di radicalizzazione che l’avrebbe portato ad abbracciare gli ideali della Jihad e a compiere quel massacro di Marsiglia costato la vita di due donne. Per lui, si attende ora l’estradizione in Francia, dove continueranno le indagini per sapere fino a che punto fosse effettivamente e materialmente coinvolto nell’attentato firmato dal fratello.

Per quanto riguarda Anour, invece, il suo passato rimane quantomeno nebuloso, e a quanto sembra le autorità tunisine lo accusano di essere stato parte di una cellula islamista. Prima dell’arrivo al centro di Chiasso, lui e la moglie hanno percorso tutta la penisola: sembra che il 4 ottobre fossero all’hotspot di Taranto, sempre in veste di richiedenti asilo, sempre- ovviamente- sotto falso nome. Al momento gli inquirenti cercano di capire quanto ampia sia la rete di contatti della famiglia Hannachi. I media svizzeri hanno sottolineato che il sequestro dei beni di Anour e moglie, tra cui i loro cellulari, potrebbe portare a scoprire nuovi dettagli sul caso.

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