Biotestamento, il paziente potrà abbandonare le terapie


di MARCO MONGELLI - Il paziente avrà il diritto di abbandonare le terapie. Lo stabilisce l'emendamento della commissione al ddl Biotestamento che sopprime il sesto comma del primo articolo del testo, il quale prescriveva che "il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l'abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l'erogazione delle cure palliative". L'emendamento della commissione è passato a larghissima maggioranza: i voti a favore sono stati 360, 21 i contrari e due astenuti.

Via libera dell'Aula della Camera anche all'articolo 1 della proposta di legge sul Biotestamento. Questo, passato con 326 voti a favore, è il "cuore" del provvedimento in quanto regola il consenso informato del fine vita. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare, a favore il Pd, M5S e Mdp. L'esame dello stesso è ora sospeso: riprenderà dopo il question time.

Nel ddl biotestamento entra il principio del divieto dell'accanimento terapeutico e il conseguente riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare totalmente la terapia. La modifica è contenuta in un emendamento del presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti che ha ottenuto parere favorevole dalla commissione ed andrà votato dall'Aula.
Le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi": l'Aula della Camera ha respinto a scrutinio segreto l'emendamento di cui era primo firmatario Gian Luigi Gigli che mirava ad evitare penalizzazioni "nei rapporti che legano" quelle strutture al Sistema sanitario nazionale. L'emendamento è stato bocciato con 335 no e 82 sì.

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