Ventenne muore dopo un pestaggio di gruppo

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - C'è da chiedersi se si può morire a 20 anni, nel pieno della propria gioventù, quando l'unico pensiero per un ragazzo dovrebbe essere la costruzione del proprio futuro. Un momento della propria vita, in cui ci si può godere ancora la spensieratezza dell'età, gli amici, quattro salti in discoteca, la fidanzatina, e tutto quello che caratterizza i vent'anni di un giovane.

C'è da chiedersi se si può morire per mano di diverse persone, tutte accanite in una maniera tanto brutale quanto indescrivibile, contro Emanuele Morganti, la cui unica "colpa" è stata quella di aver difeso la fidanzata, che era diventata oggetto di battute anche pesanti, da parte di un giovane albanese, probabilmente anche ubriaco.

Questo è accaduto venerdì notte all'esterno di un locale di Alatri, in provincia di Frosinone, dove un gruppo di giovani, amici del ragazzo albanese, hanno cominciato a pestare brutalmente Emanuele.

In particolare, uno di loro ha inferto al malcapitato i colpi più forti, con un corpo contundente di ferro, con si sa ancora se una spranga o altro, facendolo stramazzare al suolo, con fratture multiple al cranio  e alla cervicale, che non gli hanno lasciato scampo. Infatti il giovane è morto dopo oltre 36 ore di agonia al Policlinico Umberto Primo dove precedentemente era stato operato e ricoverato in rianimazione.

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