Ucraina, il Papa telefona a Putin e chiede una tregua a Oleshky. Zelensky: «Servono altri 70 miliardi»


ROMA
– Un appello alla tregua per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili, mentre Kiev chiede nuovi finanziamenti all’Europa per sostenere lo sforzo bellico. Si muovono su più fronti le iniziative legate alla guerra in Ucraina, tra il colloquio telefonico tra Papa Leone XIV e il presidente russo Vladimir Putin, le richieste di Volodymyr Zelensky ai leader europei e le nuove tensioni tra Kiev e Washington.

Nel corso della conversazione con Putin, Leone XIV ha espresso «viva preoccupazione» per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson. Il Pontefice ha chiesto una tregua che permetta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile.

Al termine del colloquio, riferisce il Vaticano, il Papa ha ribadito «l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».

Zelensky chiede altri 70 miliardi all’Europa

Nel frattempo, intervenendo al vertice di Bruxelles, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sollecitato i leader europei a rafforzare il sostegno finanziario a Kiev.

«Il prossimo anno la guerra costerà 155 miliardi di euro. E abbiamo bisogno di almeno 70 miliardi di euro in più da parte vostra: per la difesa, per gli armamenti e per la nostra resilienza», ha dichiarato Zelensky.

Il presidente ucraino ha definito realistica la cifra richiesta, invitando i partner europei a individuare le risorse necessarie. «Vi chiedo di trovare questo sostegno; ci aiuterà a contenere la Russia», ha aggiunto.

La richiesta si inserisce nel confronto sul finanziamento della difesa ucraina e sulla capacità di Kiev di sostenere le operazioni militari e la tenuta del Paese nel prossimo anno.

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