Ceuta, tensione tra Italia e Spagna: Madrid chiede di revocare i controlli alle frontiere entro il 9 agosto

Ceuta - Il governo spagnolo ha chiesto all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti dal nostro Paese lo scorso 1° agosto, dopo la crisi migratoria a Ceuta. Madrid avverte: in caso contrario, saranno adottate misure di risposta «proporzionali».

In una nota ufficiale, l’esecutivo spagnolo definisce la decisione italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola». Secondo Madrid, i controlli sarebbero stati introdotti «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità».

La vicenda si inserisce in un quadro di crescente tensione sul fronte migratorio, mentre resta alta l’attenzione su un possibile nuovo arrivo di massa di migranti verso Ceuta previsto per il prossimo 15 agosto, o addirittura in anticipo rispetto a quella data.

Muore un giovane migrante durante il tentativo di raggiungere Ceuta

Intanto, non si fermano i tentativi di raggiungere l’exclave spagnola. Questa mattina è stato recuperato il corpo senza vita di un giovane migrante di origine subsahariana, morto mentre cercava di raggiungere Ceuta dalle montagne del Marocco utilizzando un parapendio.

Secondo quanto riferito da fonti della Guardia Civil citate dall’agenzia Efe, il giovane era decollato dall’area di Benzù, sulle colline che sovrastano la costa marocchina di fronte alla baia settentrionale di Ceuta.

Per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del parapendio precipitando in acqua poco prima dell’atterraggio. Quando è stato raggiunto e soccorso dalla Guardia Civil, intorno alle 8 del mattino, era già morto.

Il tam-tam sui social: «Il 15 agosto la frontiera sarà aperta?»

A preoccupare maggiormente le autorità spagnole è ora il crescente tam-tam sui social network. Da giorni circolano su Facebook, TikTok, Instagram e gruppi WhatsApp messaggi che indicano il 15 agosto come possibile data per un nuovo tentativo di attraversamento.

Tra i messaggi monitorati dagli investigatori compaiono domande come: «È vero che il 15 agosto la frontiera sarà aperta?» e indicazioni secondo cui «da qui attraverseremo, non è profondo».

Online vengono condivise anche mappe, punti di ritrovo, informazioni sulle modalità per raggiungere la spiaggia di Fnideq, l’antica Castillejos, alle porte di Ceuta, oltre ad annunci relativi alla vendita di mute da sub.

L’allerta degli 007 spagnoli

La data del 15 agosto potrebbe però essere soltanto una «data civetta». Secondo gli 007 spagnoli del Centro nazionale d’intelligence, che stanno monitorando da giorni le attività sulle reti sociali, il tam-tam sarebbe «pienamente credibile».

Non viene esclusa la possibilità che chi sta alimentando la mobilitazione possa anticipare il tentativo di attraversamento per sfruttare l’effetto sorpresa.

L’allerta non riguarda soltanto Madrid. Anche a Bruxelles l’attenzione resta elevata. Un portavoce della Commissione europea ha spiegato che il livello di vigilanza è «davvero molto alto prima, durante e dopo il 15 agosto», precisando che l’Ue monitora costantemente lo spazio informativo anche in collaborazione con le piattaforme digitali.

Bruxelles: «Amplificata la crisi attraverso la disinformazione»

La Commissione europea segnala inoltre il ruolo di alcuni canali di disinformazione russi, accusati di avere rapidamente amplificato la crisi di Ceuta e di avere alimentato narrazioni polarizzanti e tensioni sociali.

Secondo la fondazione spagnola di fact-checking Maldita, anche la rete di propaganda Pravda Spagna, collegata al Cremlino, avrebbe utilizzato il proprio canale Telegram per diffondere messaggi di estrema destra e la narrativa secondo cui il governo spagnolo avrebbe abbandonato la popolazione di Ceuta.

Il quadro resta dunque estremamente delicato: da una parte la pressione migratoria e il timore di un nuovo tentativo di ingresso di massa nell’exclave spagnola; dall’altra il braccio di ferro diplomatico tra Madrid e Roma sui controlli alle frontiere, con la scadenza del 9 agosto indicata dal governo spagnolo come termine entro il quale l’Italia dovrebbe revocare le misure introdotte.

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