Teheran - Il conflitto tra Stati Uniti e Iran entra nella settima notte consecutiva di attacchi, mentre aumenta il rischio di un’escalation militare nell’area del Golfo Persico. Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato di aver lanciato oggi alle 15, le 21 in Italia, una nuova serie di operazioni contro obiettivi iraniani.
“Gli attacchi mirano a continuare a ridurre le capacità militari iraniane, su disposizione del commander-in-chief”, ha comunicato il comando statunitense attraverso il proprio account ufficiale su X.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha rivendicato la distruzione di un deposito di droni di superficie statunitensi e del “principale centro di intelligenza artificiale” del Bahrein. Secondo l’agenzia iraniana IRNA, le forze di Teheran avrebbero inoltre colpito una nave battente bandiera statunitense nell’Oceano Indiano settentrionale.
Teheran minaccia una nuova fase del conflitto
La televisione di Stato iraniana ha riportato le dichiarazioni di Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, secondo cui l’Iran potrebbe entrare in una “fase di offensiva a tutto campo” se gli attacchi americani dovessero continuare per altri due o tre giorni.
Fonti iraniane hanno riferito di esplosioni udite in serata a Bandar Abbas, importante porto strategico sullo Stretto di Hormuz. L’agenzia Tasnim ha inoltre riferito di un attacco contro una nave battente bandiera thailandese, accusata di aver tentato di attraversare lo Stretto senza autorizzazione.
Gli Stati Uniti, intanto, avrebbero colpito per la seconda volta in due giorni una petroliera iraniana ormeggiata nei pressi dell’isola di Kharg, uno dei principali terminal petroliferi dell’Iran. Secondo quanto riportato da Axios, Washington starebbe valutando anche la possibilità di colpire impianti nucleari iraniani.
Minacce contro le navi americane e nuovi bersagli nella regione
Il comandante dei Pasdaran ha minacciato possibili attacchi contro le unità navali statunitensi presenti nell’area. Il regime iraniano ha dichiarato che, dal 22 giugno, gli attacchi americani avrebbero provocato 38 morti e oltre 400 feriti.
Teheran ha inoltre affermato di aver preso di mira una base militare statunitense in Kuwait e una ex base americana in Siria. Secondo fonti iraniane sarebbero stati colpiti anche due radar di controllo aereo in Oman e alcuni caccia statunitensi dislocati in Giordania.
Sul fronte della difesa regionale, il Qatar ha annunciato di aver intercettato un attacco missilistico: alcuni detriti avrebbero ferito un bambino. Anche il Bahrein ha comunicato che le proprie difese aeree hanno intercettato attacchi provenienti dall’esterno.
Mercati in tensione: crollano le Borse, aumentano energia e carburanti
Le tensioni militari stanno avendo ripercussioni immediate sui mercati internazionali. Le Borse asiatiche ed europee registrano forti ribassi, mentre aumentano le quotazioni del gas e il prezzo dei carburanti.
In Italia cresce la pressione sui prezzi alla pompa: la benzina in autostrada ha superato la soglia dei 2 euro al litro, alimentando i timori per un possibile impatto sull’inflazione e sui costi di trasporto.
La crisi tra Washington e Teheran resta dunque al centro dell’attenzione internazionale, con il rischio di un ampliamento del conflitto che potrebbe coinvolgere direttamente le rotte energetiche strategiche del Medio Oriente.
“Gli attacchi mirano a continuare a ridurre le capacità militari iraniane, su disposizione del commander-in-chief”, ha comunicato il comando statunitense attraverso il proprio account ufficiale su X.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha rivendicato la distruzione di un deposito di droni di superficie statunitensi e del “principale centro di intelligenza artificiale” del Bahrein. Secondo l’agenzia iraniana IRNA, le forze di Teheran avrebbero inoltre colpito una nave battente bandiera statunitense nell’Oceano Indiano settentrionale.
Teheran minaccia una nuova fase del conflitto
La televisione di Stato iraniana ha riportato le dichiarazioni di Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, secondo cui l’Iran potrebbe entrare in una “fase di offensiva a tutto campo” se gli attacchi americani dovessero continuare per altri due o tre giorni.
Fonti iraniane hanno riferito di esplosioni udite in serata a Bandar Abbas, importante porto strategico sullo Stretto di Hormuz. L’agenzia Tasnim ha inoltre riferito di un attacco contro una nave battente bandiera thailandese, accusata di aver tentato di attraversare lo Stretto senza autorizzazione.
Gli Stati Uniti, intanto, avrebbero colpito per la seconda volta in due giorni una petroliera iraniana ormeggiata nei pressi dell’isola di Kharg, uno dei principali terminal petroliferi dell’Iran. Secondo quanto riportato da Axios, Washington starebbe valutando anche la possibilità di colpire impianti nucleari iraniani.
Minacce contro le navi americane e nuovi bersagli nella regione
Il comandante dei Pasdaran ha minacciato possibili attacchi contro le unità navali statunitensi presenti nell’area. Il regime iraniano ha dichiarato che, dal 22 giugno, gli attacchi americani avrebbero provocato 38 morti e oltre 400 feriti.
Teheran ha inoltre affermato di aver preso di mira una base militare statunitense in Kuwait e una ex base americana in Siria. Secondo fonti iraniane sarebbero stati colpiti anche due radar di controllo aereo in Oman e alcuni caccia statunitensi dislocati in Giordania.
Sul fronte della difesa regionale, il Qatar ha annunciato di aver intercettato un attacco missilistico: alcuni detriti avrebbero ferito un bambino. Anche il Bahrein ha comunicato che le proprie difese aeree hanno intercettato attacchi provenienti dall’esterno.
Mercati in tensione: crollano le Borse, aumentano energia e carburanti
Le tensioni militari stanno avendo ripercussioni immediate sui mercati internazionali. Le Borse asiatiche ed europee registrano forti ribassi, mentre aumentano le quotazioni del gas e il prezzo dei carburanti.
In Italia cresce la pressione sui prezzi alla pompa: la benzina in autostrada ha superato la soglia dei 2 euro al litro, alimentando i timori per un possibile impatto sull’inflazione e sui costi di trasporto.
La crisi tra Washington e Teheran resta dunque al centro dell’attenzione internazionale, con il rischio di un ampliamento del conflitto che potrebbe coinvolgere direttamente le rotte energetiche strategiche del Medio Oriente.
