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Mario Roggero in carcere a Bollate: prime ore di detenzione per il gioielliere condannato per l’omicidio di due rapinatori


Bollate - Sono state le prime ore di carcere per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori durante una rapina nella sua gioielleria.

L’uomo è stato trasferito nel carcere milanese di Bollate, dove si trova in una sezione a regime ordinario. Secondo quanto riferito da alcune fonti, l’ingresso in istituto è stato particolarmente difficile: “È molto provato. Dopo essere entrato ha pianto”, avrebbero spiegato persone vicine alla vicenda.

La vicenda continua a suscitare reazioni politiche e istituzionali. Una delegazione della Lega, guidata dal vicepremier Matteo Salvini, è entrata nel carcere di Bollate per incontrare Roggero. All’esterno dell’istituto si sono radunati alcuni esponenti della Lega Giovani con cartelli e uno striscione con la richiesta di “grazia per Mario Roggero”.

Con Salvini sono entrati anche i deputati leghisti Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, segretario della Lega Giovani.

La difesa: “Il giudice può disporre la scarcerazione immediata”

Gli avvocati di Roggero, Sergio Novani e Stefano Marcolini, hanno ribadito di aver già presentato un’istanza di differimento della pena e una richiesta di sospensione urgente prima dell’ingresso in carcere.

Secondo il legale Novani, il deposito degli atti prima dell’esecuzione della pena rappresenta un elemento determinante: l’ingresso in istituto, avvenuto alcune ore dopo, “non cancella l’azione della difesa né priva il giudice del suo potere-dovere di pronunciarsi”.

La difesa sostiene che il magistrato possa adottare un provvedimento d’urgenza per disporre la sospensione della detenzione e il differimento dell’esecuzione della pena, richiamando anche le condizioni personali e l’età avanzata del gioielliere.

“L’urgenza umanitaria è stata accentuata dall’inizio della reclusione”, ha dichiarato Novani, auspicando una decisione rapida della magistratura di sorveglianza.

La richiesta di grazia presentata dalla moglie

Prima di entrare nel carcere di Bollate, Roggero aveva dichiarato di essere “pentito”, ma allo stesso tempo convinto di aver subito “un’ingiustizia”. Il gioielliere aveva rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo attenzione sul suo caso.

Nel frattempo la moglie ha presentato una richiesta di grazia al Quirinale. Sul fronte istituzionale, il ministero della Giustizia ha però smentito le indiscrezioni secondo cui il ministro Carlo Nordio avrebbe già avviato l’iter per la concessione del provvedimento, in coordinamento con la Procura generale della Corte d’Appello di Torino.

La vicenda resta ora affidata alle valutazioni della magistratura di sorveglianza e, per l’eventuale grazia, alla decisione del Presidente della Repubblica.

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