Teheran - Secondo quanto riportato da Axios, Stati Uniti, Iran e mediatori regionali starebbero valutando i termini di un possibile cessate il fuoco della durata di 45 giorni, che potrebbe rappresentare un primo passo verso una possibile fine del conflitto. Le fonti citate dal quotidiano statunitense includono interlocutori americani, israeliani e regionali coinvolti nei colloqui.
Parallelamente, sul terreno e sul piano politico, la situazione resta estremamente tesa.
Vittime civili e nuovi attacchi
L’agenzia iraniana Fars, vicina ai Pasdaran, ha riferito della morte di civili nella provincia di Teheran, parlando di “sei bambini martirizzati” in seguito a quelli che definisce attacchi “americano-sionisti”. Le informazioni non sono verificabili in modo indipendente.
Minacce e escalation diplomatica
Il presidente statunitense Donald Trump ha rilanciato un ultimatum nei confronti di Teheran, chiedendo la riapertura dello stretto di Hormuz e la firma di un accordo entro pochi giorni, minacciando in caso contrario una risposta dura.
Dal lato iraniano, il presidente del Parlamento ha replicato con toni altrettanto duri, affermando che “tutta la regione brucerà” in caso di ulteriori pressioni. Anche Mosca ha criticato le dichiarazioni statunitensi, chiedendo di interrompere gli ultimatum.
Raid e tensioni nel Golfo
Nel frattempo si registrano nuovi raid provenienti da Teheran. I Pasdaran hanno dichiarato che lo stretto di Hormuz “non tornerà mai più al suo stato precedente”, aumentando i timori su possibili ripercussioni globali sui traffici energetici.
Un missile ha colpito un’area residenziale nei pressi di Haifa, provocando feriti secondo fonti locali.
Impatti economici e sviluppi militari
Sul fronte energetico, l’OPEC ha annunciato un aumento della produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio, misura interpretata dagli analisti come tentativo di stabilizzare il mercato petrolifero in un contesto di forte incertezza.
Intanto si attende una conferenza stampa sul recupero di un pilota di F-15, elemento che potrebbe chiarire ulteriori dettagli sulle operazioni militari in corso.
La situazione resta fluida, con diplomazia e scontri che procedono in parallelo e senza segnali immediati di de-escalation.
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