Iran, tensione sullo Stretto di Hormuz: Teheran manterrà il controllo “fino alla fine della guerra”


Teheran - Sale la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran ha annunciato che manterrà il controllo della rotta marittima “fino alla conclusione definitiva della guerra”, ribadendo una linea di fermezza dopo le recenti evoluzioni militari e diplomatiche.

Secondo quanto comunicato, Teheran starebbe esaminando nuove proposte provenienti dagli Stati Uniti, trasmesse tramite il Pakistan, ma non avrebbe ancora fornito una risposta ufficiale. Parallelamente, le forze armate iraniane hanno dichiarato che lo stretto tornerà al suo “stato precedente”, denunciando la decisione americana di mantenere il blocco navale nonostante l’allentamento delle restrizioni iraniane seguito alla tregua in Libano.

In questo contesto, Mojtaba Khamenei ha affermato che la marina iraniana è pronta a infliggere “nuove amare sconfitte” ai nemici, mentre fonti marittime citate da Reuters riferiscono di colpi di arma da fuoco contro almeno due navi mercantili in transito nello stretto.

Nonostante l’escalation, Teheran ha annunciato la riapertura parziale del proprio spazio aereo, mentre alcune petroliere hanno ripreso a navigare nella zona. Sul piano diplomatico, il presidente Donald Trump ha dichiarato che un accordo con l’Iran sarebbe “molto vicino”, sostenendo che il Paese avrebbe accettato di sospendere il programma nucleare, con trasferimento dell’uranio arricchito negli Stati Uniti. Tuttavia, secondo l’agenzia Tasnim, l’Iran non avrebbe ancora dato il via libera a un nuovo ciclo di negoziati.

Intanto, in Israele, Benjamin Netanyahu e il suo entourage sarebbero rimasti “scioccati” dalle dichiarazioni di Trump secondo cui Washington avrebbe impedito a Tel Aviv di colpire il Libano, chiedendo chiarimenti alla Casa Bianca.

Uno scenario complesso e in rapida evoluzione, in cui si intrecciano tensioni militari, interessi energetici globali e tentativi di riapertura del dialogo diplomatico.

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