Tensione nel Golfo, Trump: “Nessun invio di soldati in Iran”. Colpite raffinerie e giacimenti


Si intensifica la crisi nel Golfo Persico tra attacchi alle infrastrutture energetiche e dichiarazioni politiche che provano a contenere l’escalation. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha assicurato che Washington “non invierà soldati in Iran”, intervenendo nello Studio Ovale durante un incontro con la premier giapponese.

Trump ha inoltre riferito di aver chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di evitare attacchi contro petrolio e gas, sottolineando tuttavia che, nonostante una maggiore disponibilità degli alleati nello stretto di Hormuz, “è troppo tardi”.

Il Pentagono: “Nessuna guerra infinita”

Dal Dipartimento della Difesa americano arriva una presa di posizione netta. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha accusato i media di diffondere notizie fuorvianti su un possibile coinvolgimento prolungato degli Stati Uniti nel conflitto.

“Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”, ha dichiarato, definendo l’operazione “Epic Fury” diversa dalle guerre del passato e “mirata con precisione”, in contrapposizione agli interventi delle precedenti amministrazioni.

Attacchi alle infrastrutture energetiche

Sul campo, intanto, la situazione resta altamente instabile. I giacimenti di gas e petrolio sono diventati obiettivi strategici della guerra. Dopo il raid israeliano sul maxi giacimento iraniano di South Pars, uno dei più grandi al mondo, la risposta dei pasdaran si è concentrata su siti energetici in Qatar, tra cui il grande impianto di Ras Laffan, dove un incendio è stato contenuto ma ha provocato ingenti danni.

Nuovi attacchi hanno colpito anche altri Paesi del Golfo. In Kuwait, un drone ha centrato la raffineria di Mina al-Ahmadi, provocando un incendio circoscritto, mentre un secondo impianto è stato successivamente preso di mira.

Un altro drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, nella zona industriale di Yanbu, sul Mar Rosso. Le autorità saudite hanno fatto sapere che la valutazione dei danni è ancora in corso.

Macron: “Escalation sconsiderata”

Sull’aggravarsi del conflitto è intervenuto anche il presidente francese Emmanuel Macron, che ha definito “sconsiderata” l’estensione degli attacchi alle infrastrutture di produzione del gas in Iran e negli altri Paesi del Golfo.

L’attuale escalation segna infatti un punto critico, coinvolgendo direttamente asset strategici per l’energia globale e aumentando i rischi per la stabilità economica e geopolitica internazionale.

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