La situazione in Medio Oriente continua a deteriorarsi rapidamente, con nuovi raid e vittime in diversi paesi della regione. Il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti è entrato nel nono giorno, mentre si registra un progressivo coinvolgimento di paesi vicini e di infrastrutture civili e militari.
Nomina del successore di Khamenei e minacce israeliane
L’Iran ha annunciato il successore del defunto leader supremo Khamenei, scelto sulla base del suo consiglio secondo cui il candidato avrebbe dovuto “essere odiato dal nemico”. In risposta, l’IDF ha dichiarato che Israele continuerà a perseguire non solo il successore, ma chiunque tenti di nominarlo, intensificando ulteriormente le tensioni regionali.
Vittime e raid in Iran e regioni limitrofe
Negli attacchi in Iran sono stati colpiti cinque impianti petroliferi vicino a Teheran, con conseguente pioggia di petrolio sulla città. Un doppio attacco a Najafabad ha causato oltre 20 morti e 50 feriti, mentre un raid all’aeroporto di Isfahan ha distrutto numerosi jet F-14. Secondo media locali, complessivamente almeno 11 persone sono morte negli attacchi combinati USA-Israele a Isfahan.
Parallelamente, in Arabia Saudita due persone sono morte durante un attacco a un edificio residenziale, mentre in Libano un raid israeliano contro Hezbollah ha provocato quattro morti e dieci feriti in un hotel di Beirut. A Tel Aviv sei persone sono rimaste ferite da frammenti di missili iraniani, e due soldati israeliani sono stati uccisi in Libano.
Escalation nel Golfo e attacchi agli Emirati e Kuwait
Nuovi raid hanno colpito Kuwait, Bahrein e Emirati Arabi Uniti. Tre persone sono rimaste ferite in Bahrein, due morti sono stati confermati in Kuwait in seguito ad attacchi a base aerea e strutture civili. A Dubai e Abu Dhabi si registrano almeno quattro vittime, mentre un rimorchiatore battente bandiera degli Emirati è stato affondato nello stretto di Hormuz dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, con tre marinai dispersi e uno ferito.
L’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è chiuso esclusivamente per navi americane e israeliane, ribadendo di non arrendersi all’ultimatum lanciato dal presidente Trump sulla resa incondizionata. Il politico iraniano Pezeshkian si è scusato con i paesi vicini per gli attacchi, promettendo di fermarli se non dovessero partire nuove incursioni nemiche dalla regione.
Posizione internazionale e diplomazia
Nel frattempo, il conflitto solleva preoccupazioni internazionali. Trump ha lodato la leadership di Meloni, dichiarando al Corriere della Sera che “cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica”, e sottolineando la disponibilità italiana a partecipare alla protezione di Cipro in caso di coinvolgimento diretto nel conflitto.
La situazione resta altamente instabile, con attacchi che interessano sia obiettivi militari sia infrastrutture civili strategiche, e il rischio di un coinvolgimento più ampio della regione appare crescente.
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