Teheran - La guerra in Medio Oriente entra nel quarto giorno consecutivo con un’escalation senza precedenti. Israele ha lanciato nuovi raid su Teheran e Beirut, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato la distruzione dei principali centri di comando iraniani. In territorio iraniano si registrano oltre 750 morti, secondo fonti locali.
In risposta, l’Iran ha colpito l’ambasciata americana a Riad. Gli Stati Uniti hanno definito l’attacco “vile” e il presidente Trump ha promesso una risposta dura, avvertendo che l’azione potrebbe avere conseguenze politiche significative. Il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato: “Costruivano nuovi siti nucleari, ora o mai più” e ha sottolineato che l’Arabia Saudita “avrà molto da guadagnare dalla caduta del regime iraniano”.
Israele ha inoltre autorizzato l’avanzata militare al sud del Libano, con l’obiettivo di proteggere le comunità di confine dal fuoco nemico.
Dal canto suo, l’Iran ha lanciato oltre 450 missili e 1.140 droni contro i Paesi del Golfo, causando danni limitati grazie alle difese aeree. Sul terreno si contano almeno 700 vittime tra militari e civili.
Il conflitto sta rapidamente assumendo dimensioni regionali, con rischi crescenti per la stabilità internazionale e conseguenze dirette sui civili e sugli assetti politici di Medio Oriente e Golfo Persico.
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