Washington, 18 marzo 2026 – È sotto indagine dell’FBI Joe Kent, l’ex direttore del Centro antiterrorismo statunitense, dimessosi il 17 marzo in segno di dissenso verso la guerra in Iran. L’indagine mira a stabilire se Kent abbia diffuso informazioni riservate. Lo riporta Semafor, citando quattro fonti secondo cui il fascicolo era stato aperto prima delle dimissioni, nelle settimane precedenti. L’ipotesi di reato riguarda una possibile diffusione di dati classificati.
Le dimissioni di Kent maturano in un clima di forte tensione con il presidente Donald Trump, originato da divergenze strategiche sulla gestione del conflitto con l’Iran.
Nel post pubblicato su X, accompagnato da una fotografia della lettera di dimissioni inviata a Trump, Kent spiega le motivazioni della sua scelta: “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.
Kent invita poi il presidente a riflettere sulle azioni intraprese: “È il momento di un’azione coraggiosa. Può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere che scivoliamo ulteriormente verso il declino e il caos. Lei ha le carte in mano”.
L’indagine dell’FBI segue così la delicata uscita di scena del funzionario in un contesto di crescente tensione internazionale e politica interna statunitense.
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