Scontri a Milano, Meloni: "Chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell'Italia"


Milano - A Milano circa 10.000 persone hanno partecipato ieri a un corteo contro i Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, organizzato da sigle antagoniste, associazioni e studenti. Tra i temi della protesta figuravano la presenza dell’agenzia ICE in Italia, la situazione in Palestina, il nuovo pacchetto sicurezza del governo e questioni locali legate al diritto all’abitare e alla speculazione immobiliare.

Il corteo ha attraversato Corso Lodi e l’area dello Scalo di Porta Romana, lambendo il Villaggio Olimpico senza particolari problemi. Alcuni manifestanti hanno esposto striscioni con messaggi come “Binary is for trains”, “Go trans athletes” e “Ice out of Milan”. Nel quartiere Corvetto, alcuni attivisti hanno modificato la scritta di un mercato dismesso in “Mercato popolare” come forma di protesta contro la speculazione immobiliare.

Una frangia del corteo, incappucciata e con caschi, si è staccata verso la Tangenziale Est, dando vita a tafferugli con le forze dell’ordine. Sono stati lanciati bottiglie, petardi e altri oggetti, con interventi di cariche di contenimento e utilizzo di idranti da parte della polizia. Sei persone sono state fermate, senza feriti gravi tra manifestanti o forze dell’ordine. La situazione è poi tornata sotto controllo e la manifestazione si è conclusa in Viale Brenta.

La premier Giorgia Meloni ha condannato la violenza e sottolineato come tali azioni danneggino l’immagine dell’Italia nel mondo, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha criticato il governo per l’eventuale trattamento dei manifestanti e ha difeso le forze dell’ordine, denunciando la complessità della gestione tra violenza dei partecipanti e responsabilità dello Stato.

Questa è stata la prima manifestazione con una grossa presenza di antagonisti dopo quella di Torino contro lo sgombero di Askatasuna. La protesta ha visto momenti di tensione, ma nessun ferito grave, mentre il dispositivo di ordine pubblico ha garantito la conclusione pacifica del corteo.

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