Sicilia in emergenza: la frana di Niscemi avanza, oltre 1.500 sfollati e piano per la delocalizzazione


Niscemi (Caltanissetta), 28 gennaio 2026 – La collina di Niscemi continua a franare verso la piana di Gela, aggravando una situazione già critica e costringendo oltre 1.500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. A lanciare l’allarme è il capo della Protezione civile, Ciciliano, che definisce il fenomeno senza precedenti: “L’intera collina sta crollando e molti degli sfollati non potranno più rientrare nelle loro case. Sarà necessario un piano di delocalizzazione definitiva”.

La frana, con un fronte di circa 4 chilometri, si è sviluppata a causa delle intense piogge che continuano a interessare l’isola, mentre il maltempo persiste con allerta arancione in Lazio, Molise e Sardegna e allerta gialla in altre otto regioni.

Questa mattina la premier Giorgia Meloni ha sorvolato le aree colpite in elicottero, per poi recarsi a Niscemi. Accompagnata da autorità locali e forze dell’ordine, ha potuto constatare la gravità della situazione. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato: “Ho visto un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Studieremo un piano urbanistico per la ricostruzione parziale delle strutture in zone sicure. Le risorse le individueremo, c’è tutta la buona volontà”.

Piano per gli sfollati e verifiche sugli edifici
Il vicesindaco di Niscemi, Pietro Stimolo, ha precisato che molti degli edifici interessati risalgono a prima del 1977 e pertanto non sarebbero soggetti a irregolarità edilizie. Contestualmente, la Regione si farà carico di un piano per ricollocare gli sfollati in nuovi alloggi o in strutture già esistenti, garantendo assistenza immediata.

Sul fronte istituzionale, anche il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha effettuato un sopralluogo nella zona della frana, accompagnato dalle forze dell’ordine, mentre la leader del Pd Elly Schlein e il vicesegretario Peppe Provenzano hanno chiesto risorse straordinarie: “Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo, evitando infrastrutture non necessarie come il ponte sullo Stretto”.

La situazione resta critica e le autorità locali e regionali sono al lavoro per contenere i rischi e organizzare un piano di protezione e ricollocazione per chi non potrà più tornare nelle proprie abitazioni.

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