Italia e Germania rafforzano l’asse strategico: accordo bilaterale su sicurezza, difesa e competitività europea

Roma - Italia e Germania scelgono di rafforzare ulteriormente la loro cooperazione strategica per coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica e consolidare il pilastro europeo della NATO, con particolare attenzione alla deterrenza e alla difesa. Sono questi i presupposti del nuovo accordo bilaterale firmato oggi, 23 gennaio, a Roma, che segna un ulteriore passo avanti nel rapporto tra i due Paesi.

“Italia e Germania sono oggi più vicine che mai. Questa è una buona notizia per i nostri popoli e per l’Europa nel suo complesso”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Un messaggio che si inserisce in un quadro geopolitico complesso e instabile, rispetto al quale Meloni ha rivolto un chiaro monito all’Unione europea: “Siamo in una congiuntura storica particolarmente complessa che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo. Servono lucidità, responsabilità, coraggio e l’intelligenza necessaria per trasformare le crisi in opportunità”.

Difesa e industria: l’Italia aderisce all’accordo sull’export di armamenti

Nel delineare i contenuti dell’intesa, la premier ha sottolineato come Roma e Berlino, grazie alla forza dei rispettivi sistemi produttivi, possano contribuire in modo concreto alla costruzione di un autentico pilastro europeo dell’Alleanza atlantica. Un obiettivo, ha osservato Meloni, invocato per anni senza un’azione coerente e strutturata.

In questo contesto si inserisce la decisione dell’Italia di aderire all’accordo multilaterale già in vigore tra Germania, Francia, Spagna e Regno Unito sull’esportazione di armamenti. Una scelta che mira a rafforzare l’integrazione industriale nel settore della difesa e a rendere più efficiente e coordinata la risposta europea alle sfide di sicurezza.

Convergenza su Ucraina e Medio Oriente

Dal canto suo, il cancelliere Friedrich Merz ha evidenziato la “fortissima convergenza” tra Italia e Germania, emersa anche in occasione dell’ultimo Consiglio europeo, sui principali dossier strategici. “L’Unione europea deve rafforzare la competitività delle proprie industrie e fare di più per la sicurezza”, ha affermato Merz, richiamando la necessità di concentrarsi sulle “questioni essenziali”, a partire dall’impegno per la pace in Ucraina.

Una linea condivisa dalla presidente del Consiglio, che ha ribadito la sintonia tra Roma e Berlino anche sui principali scenari di crisi: “Su Ucraina e Medio Oriente la nostra intesa è sempre stata forte. Continueremo a fare la nostra parte per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina e per costruire un quadro stabile di sicurezza e prosperità in Medio Oriente”.

Competitività europea e revisione della transizione green

L’accordo politico tra i due leader si estende anche al tema della competitività dell’Unione europea. Secondo Meloni, è necessario “un deciso cambio di passo”, poiché “una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere realmente sulla tutela dell’ambiente”. Pur riconoscendo la complessità del percorso, la premier ha espresso fiducia sull’esistenza di margini concreti per correggere gli errori e scongiurare il declino industriale europeo, a patto di avere il coraggio politico di intervenire.

In questa prospettiva, Italia e Germania presenteranno il prossimo 12 febbraio a Bruxelles un non-paper congiunto, focalizzato su alcune priorità ritenute non più rinviabili: semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica e una politica commerciale ambiziosa, fondata su regole condivise e condizioni di concorrenza eque.

L’intesa siglata a Roma conferma dunque la volontà dei due Paesi di assumere un ruolo propulsivo nel ridisegno delle politiche europee, dalla sicurezza alla competitività, in una fase storica in cui l’Europa è chiamata a ridefinire il proprio peso strategico e industriale sullo scenario globale.

Posta un commento

0 Commenti