"Sul referendum bisogna evitare qualsiasi tono allarmista, o scenari catastrofici. Il sistema Paese è solido, non rischiamo il default e la discussione deve restare nel merito di una riforma che invera i valori della prima parte della Costituzione, non la tradisce" ha dichiarato Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica' "Quel rischio c’era nella riforma voluta dal centrodestra, e io sono fiero di aver fatto la mia battaglia per il No nel 2006. Stavolta è diverso: il governo sarà nelle condizioni di fare meno decreti e voti di fiducia, e il Parlamento avrà più poteri di controllo. Si avvera il sogno di un Senato che dia voce alle autonomie locali. L’Anpi e la Resistenza sono un patrimonio di tutti gli italiani. I toni di scontro vanno abbandonati, tra noi ci sono differenze ma questa è una occasione di lavoro comune per difendere il patrimonio della Costituzione. Nei dibattiti alle nostre feste ci deve essere spazio anche per le ragioni del No, non intendiamo chiudere la bocca a nessuno. Ma il Pd ha una sua linea, e non ci si può chiedere di fare degli stand dove si fa propaganda per il No alle feste dell’Unità. L’Italicum risponde agli obiettivi che ci eravamo prefissi, di stabilità e di rapporto tra elettori ed eletti. Legare la riforma costituzionale all’Italicum è un errore clamoroso. Le ragioni del Sì sono molto forti. Il Pd ha votato sei volte in Parlamento in modo compatto, dire No per la legge elettorale non avrebbe senso. Un Pd diviso esporrebbe il Paese a grandi rischi: dal 2011, con il governo Monti, ci siamo presi l’Italia sulle spalle per senso di responsabilità. Oggi il Pd è protagonista dell’azione del governo, e mandiamo tutto all’aria per il doppio turno sulla legge elettorale? Conosco i dirigenti della sinistra dem, non faranno questo errore. Mi aspetto pochi e isolati casi di coscienza".
