Stretto di Hormuz - Cresce la tensione diplomatica tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e sulla sicurezza nel Golfo Persico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente americano Donald Trump e i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale si mostrerebbero scettici rispetto all’ultima proposta avanzata da Teheran, che prevede la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz e una sospensione delle trattative sul programma nucleare.
Fonti citate anche dalla CNN indicano che Trump sarebbe orientato a respingere l’offerta iraniana, ritenendo che un eventuale accordo di questo tipo possa indebolire la posizione negoziale degli Stati Uniti. L’ipotesi discussa includerebbe infatti la riapertura dello stretto strategico in cambio di un rinvio dei colloqui sul nucleare, una soluzione giudicata rischiosa dall’amministrazione americana.
Sul fronte militare, il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto su X l’intercettazione di diverse navi legate all’Iran, nell’ambito delle operazioni di controllo marittimo nel Golfo. Tra queste anche la petroliera M/T Stream, battente bandiera iraniana, intercettata dal cacciatorpediniere Rafael Peralta mentre tentava di dirigersi verso un porto della Repubblica Islamica.
Parallelamente si registrano movimenti diplomatici sullo scenario internazionale. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a San Pietroburgo il presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto dichiarato da Mosca, Putin avrebbe riferito di aver ricevuto un messaggio dalla Guida suprema iraniana Ali Khamenei e ha affermato che la Russia “farà il possibile per la pace in Medio Oriente”.
Il quadro complessivo evidenzia un ulteriore irrigidimento delle posizioni tra Washington e Teheran, mentre proseguono le tensioni nello spazio strategico del Golfo e i tentativi di mediazione da parte di attori internazionali.
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