Iran-Usa, Teheran: "Negoziamo su nucleare dopo riapertura Hormuz"


Roma, 27 aprile 2026 – Nuovi sviluppi sul fronte delle relazioni tra Iran e Stati Uniti, mentre sullo sfondo si intensifica la tensione in Medio Oriente tra escalation militari e tentativi diplomatici ancora fragili.

Secondo quanto riportato da Axios, l’Iran avrebbe presentato a Washington una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz, nodo strategico fondamentale per il transito del petrolio mondiale. Il piano prevederebbe inoltre l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva, subordinata però alla revoca del blocco e alla normalizzazione della situazione nello stretto.

Diplomazia condizionata e stallo sui negoziati

La proposta iraniana si concentrerebbe dunque su una sequenza precisa: prima la gestione della crisi nello Stretto di Hormuz, poi l’eventuale apertura di un tavolo sul nucleare.

Sul piano politico, però, le distanze restano significative. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un colloquio con il premier pakistano Shehbaz Sharif – Paese mediatore insieme all’Oman – ha ribadito che Teheran non accetterà “negoziati imposti sotto minacce”, chiedendo agli Stati Uniti di rimuovere gli ostacoli preliminari prima di qualsiasi trattativa formale.

Escalation tra Israele ed Hezbollah in Libano

Nel frattempo, si registra un nuovo peggioramento del quadro regionale. In Libano, la tregua appare sempre più fragile dopo un’intensificazione degli scontri tra le Forze di difesa israeliane (Idf) ed Hezbollah, gruppo filo-iraniano.

Secondo il ministero della Salute libanese, i raid aerei israeliani nel sud del Paese hanno provocato 14 morti, tra cui due bambini e due donne, e 37 feriti.

Le dichiarazioni da Washington e il ruolo della Russia

Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha dichiarato a Fox News di ritenere che il conflitto con l’Iran possa concludersi “molto presto”, esprimendo al tempo stesso la speranza che Teheran agisca in modo “intelligente”.

Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova a San Pietroburgo per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, in un contesto diplomatico sempre più multilaterale.

Da Mosca, Araghchi ha criticato quelle che ha definito “richieste eccessive” da parte degli Stati Uniti, riferendosi al fallimento dei recenti colloqui mediati anche in ambito regionale.

Uno scenario ancora instabile

Tra aperture condizionate, escalation militari e mediazioni internazionali, il quadro rimane altamente instabile. La possibile apertura su Hormuz rappresenta un segnale diplomatico significativo, ma le distanze politiche tra le parti restano profonde e i fronti di crisi continuano a moltiplicarsi.

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