Teramo - Massima allerta in Molise dopo la riattivazione di uno dei più estesi fenomeni franosi d’Europa, quello di Petacciato, che sta compromettendo in modo significativo la viabilità lungo il corridoio adriatico.
L’allarme è scattato nella giornata del 7 aprile grazie ai sistemi di monitoraggio che hanno rilevato movimenti del terreno tali da interessare sia la Autostrada A14 sia la linea ferroviaria Ferrovia Adriatica Bari–Pescara. In alcuni punti dell’autostrada sono state registrate lesioni dell’asfalto, mentre sulla linea ferroviaria si segnalano deformazioni dei binari.
Secondo le prime valutazioni della Protezione Civile, il fronte franoso si estenderebbe per circa quattro chilometri e i tempi di ripristino potrebbero richiedere “settimane, se non mesi”. La situazione sta generando pesanti ripercussioni sui collegamenti tra Sud e Centro Italia, con code autostradali fino a 13 chilometri e forti disagi nelle principali stazioni della dorsale adriatica, tra cui Termoli, Vasto e Foggia.
A livello istituzionale, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in contatto con i ministri competenti e con il capo della Protezione Civile per valutare gli interventi necessari, dopo le verifiche tecniche in corso.
Nel corso del Comitato Operativo presieduto da Fabio Ciciliano, è stata disposta l’attivazione del volontariato di protezione civile per assistere i viaggiatori bloccati e la predisposizione di percorsi alternativi. Anche Ferrovie dello Stato Italiane ha provveduto alla deviazione dei treni a lunga percorrenza che attraversano l’area interessata.
Il quadro operativo include anche misure di prevenzione sul fronte sanitario, con la riorganizzazione delle reti assistenziali per i pazienti tempo-dipendenti e l’individuazione di soluzioni logistiche per l’approvvigionamento di radiofarmaci destinati alla medicina nucleare.
Sul fronte locale, il prefetto di Campobasso ha disposto la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole della provincia, misura estesa anche all’Università degli Studi del Molise, per ridurre la pressione sulla rete viaria e garantire la sicurezza degli studenti.
La situazione resta in continua evoluzione, con un sistema di emergenza attivo su più livelli e una viabilità profondamente compromessa lungo uno degli assi strategici del Paese.
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