Beirut– La tensione in Medio Oriente è tornata a livelli elevati con una nuova escalation di violenza tra Israele e Iran. Israele ha bombardato Beirut nelle ultime ore, provocando almeno sei morti e 24 feriti, secondo le prime ricostruzioni. L’attacco segue giorni di crescenti tensioni nella regione.
Parallelamente, un attacco missilistico iraniano ha colpito la città di Ramat Gan, appena fuori Tel Aviv, causando la morte di una coppia israeliana di circa 70 anni. Secondo quanto riportato dalla polizia, l’edificio residenziale è stato colpito da bombe a grappolo, con danni significativi alla struttura.
A Teheran si svolgono oggi i funerali di due figure di spicco della sicurezza iraniana: Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e Gholamreza Soleimani, comandante dell’unità Basij.
Nella giornata odierna, sono stati registrati nuovi attacchi alla base statunitense di Baghdad, che hanno portato Washington a colpire siti iraniani nei pressi dello stretto di Hormuz.
Intanto, il presidente Usa Donald Trump ha annunciato la formazione di una coalizione internazionale composta da quattro paesi arabi più Israele, affermando che la Nato “non ci serve” in questo contesto. Le dichiarazioni hanno suscitato polemiche interne: Joe Kent, capo del centro per l’antiterrorismo Usa, ha rassegnato le dimissioni, criticando apertamente l’azione militare contro l’Iran. “Non posso sostenere in buona coscienza la guerra in Iran. Teheran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”, ha dichiarato Kent.
La situazione resta estremamente instabile, con il rischio di un’escalation che potrebbe coinvolgere più attori regionali e internazionali. Le prossime ore saranno cruciali per capire se sarà possibile avviare negoziati di de-escalation o se il conflitto continuerà a intensificarsi.
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