Messina, uccisa con 30 coltellate dall’ex compagno: l’autopsia sul femminicidio di Daniela Zinnanti


Messina, 14 marzo 2026
– È stata prima tramortita con un colpo alla nuca e poi colpita con 30 coltellate Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa dall’ex compagno Santino Bonfiglio lo scorso 9 marzo a Messina.

I dettagli emergono dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Alessio Asmundo, incaricato dalla Procura. All’esame autoptico, svolto all’obitorio dell’Ospedale Papardo, erano presenti anche i consulenti nominati dalla difesa e dalla famiglia della vittima, i professori Daniela Sapienza e Antonino Bondì.

La ricostruzione dell’omicidio

Secondo quanto emerso dalle indagini, Bonfiglio sarebbe entrato nell’abitazione forzando una finestra della camera da letto con un tondino di ferro. Una volta dentro avrebbe colpito la donna alla nuca, tramortendola, per poi accanirsi su di lei con un coltello.

La vittima presentava 30 ferite da arma da taglio: alcune alle mani, segno che avrebbe tentato di difendersi, e altre al torace e al collo. Secondo quanto stabilito dall’autopsia, la morte sarebbe sopraggiunta poco dopo a causa della gravità delle ferite riportate.

Il corpo trovato dalla figlia

Il corpo della donna è stato scoperto il giorno successivo dalla figlia, preoccupata per non essere riuscita a mettersi in contatto con la madre. La giovane ha quindi raggiunto l’abitazione trovando la scena del delitto.

Dalle indagini è emerso inoltre che non si sarebbe trattato del primo episodio di violenza attribuito a Bonfiglio. Nel 2008, a Spadafora, l’uomo era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della convivente dell’epoca. In primo grado fu condannato a dieci anni di reclusione, ma in appello il reato venne riqualificato in lesioni personali, con la pena ridotta a tre anni.

Al momento del femminicidio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Bonfiglio avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

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