Settimo giorno dall’inizio delle ostilità in Medio Oriente. Israele ha confermato “intensi bombardamenti su Beirut sud”, colpendo in particolare siti legati a Hezbollah. Lo Stretto di Hormuz, designato ufficialmente “area di operazioni belliche”, registra quasi il blocco totale del traffico marittimo: circa 1.000 navi risultano ferme nelle acque della zona. Parallelamente, raid iraniani hanno colpito due hotel in Bahrein, aumentando la tensione nella regione.
Sul fronte politico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di voler influenzare anche la scelta del nuovo leader dell’Iran, escludendo il figlio di Ali Khamenei, e ha annunciato pieno sostegno a un’eventuale offensiva curda contro Teheran.
In Italia, la premier Giorgia Meloni ha ribadito: “Non siamo in guerra e non lo saremo”. Sull’eventuale concessione di basi militari, Meloni ha precisato che il governo “si atterrà agli accordi e deciderà in Parlamento”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso che “gli Usa hanno agito fuori dal diritto internazionale”, sottolineando le criticità legate all’escalation militare.
La situazione rimane altamente volatile, con impatti significativi sul traffico navale e sulla sicurezza regionale, mentre le potenze internazionali monitorano attentamente gli sviluppi.
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