Omicidio Valentina Sarto, parla il presunto nuovo compagno: “Era minacciata, voleva denunciare”


Bergamo, 19 marzo 2026 – All’indomani del femminicidio di Valentina Sarto, 42 anni, uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini, emergono nuovi elementi sulla vicenda. A parlare è Moris Panza, indicato come il presunto nuovo compagno della donna, che racconta un quadro fatto di minacce e violenze.

“Lei gli aveva detto che si era innamorata di un altro uomo – ha dichiarato – ma non lasciava casa perché lui la minacciava”. Secondo il suo racconto, la donna avrebbe subito aggressioni anche nei mesi precedenti: “La prima volta che mi è arrivata con i segni sul collo le ho detto di non tornare più a casa”.

La dinamica e le indagini

Il delitto è avvenuto nella tarda mattinata del 18 marzo a Bergamo. Secondo i primi rilievi, Dongellini avrebbe colpito la moglie con un coltello alla schiena e alla gola. Dopo l’omicidio, l’uomo avrebbe tentato il suicidio ingerendo candeggina e ferendosi con la stessa arma.

Ricoverato inizialmente all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato dimesso nella mattinata del 19 marzo e trasferito nel carcere di via Gleno. È accusato di omicidio volontario.

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, mentre proseguono gli accertamenti della Squadra mobile e della Scientifica. L’autopsia sul corpo della vittima sarà eseguita nei prossimi giorni.

Il racconto del compagno

Panza ha riferito che la relazione tra lui e Sarto andava avanti da alcuni mesi e che il marito ne era a conoscenza. “La minacciava e la picchiava”, ha detto, aggiungendo di aver cercato più volte di convincerla a denunciare.

“Sabato siamo andati dai carabinieri per chiedere informazioni – ha raccontato – ma mi è stato spiegato che la denuncia doveva farla lei. Valentina aveva deciso di aspettare ancora qualche giorno, poi avrebbe lasciato casa e denunciato tutto”.

Non risultano, tuttavia, denunce ufficiali presentate dalla donna alle forze dell’ordine.

Il dolore della città

La vicenda ha profondamente colpito la comunità. La sindaca Elena Carnevali ha parlato di “una ferita profonda per la città” e di un “crimine agghiacciante”, sottolineando come la violenza domestica si consumi spesso in contesti apparentemente ordinari e invisibili.

“Dobbiamo continuare a lavorare per cambiare le cose”, ha dichiarato, richiamando l’importanza della prevenzione, dell’educazione e del rafforzamento delle reti di protezione per le donne.

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