Nizza Monferrato – Un’intera comunità è sconvolta per il femminicidio di Zoe Trinchero, diciassettenne trovata morta nel greto del Rio Nizza, piccolo corso d’acqua che attraversa la città . Il cadavere della giovane presentava evidenti segni di percosse, lesioni al collo e tumefazioni al volto, indicando un’aggressione violenta culminata nello strangolamento.
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri e della procura di Alessandria, l’autore del delitto sarebbe un amico della vittima, Alex Manna, 19 anni. La furia sarebbe scattata dopo un rifiuto da parte di Zoe a un approccio del giovane, già legato ad un’altra persona. Manna, inizialmente, avrebbe tentato di incolpare un altro ragazzo di origine nordafricana, generando tensioni in città .
Le indagini hanno evidenziato incongruenze nelle dichiarazioni del giovane, che dopo l’interrogatorio in caserma, assistito da un’avvocata e dal pm Giacomo Ferrando, ha confessato l’omicidio. La giovane, al termine del turno al bar della stazione, aveva trascorso la serata con amici, tra cui lo stesso Manna, prima di allontanarsi. L’omicida avrebbe cambiato abiti sporchi di sangue e tentato inizialmente di negare il delitto.
Il caso ha scosso profondamente la cittadinanza e sottolinea ancora una volta la drammatica realtà dei femminicidi legati all’incapacità di accettare un rifiuto. Le autorità proseguono con gli accertamenti e la gestione dell’ordine pubblico per evitare ulteriori tensioni.
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